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Osteoporosi, uomini poco attenti alla prevenzione

21/05/2015

Prevenzione dell’osteoporosi: gli uomini sono più distratti delle donne. Un team di geriatri del North Shore-Long Island Jewish Health System, Stati Uniti ha preso in esame 146 adulti di età piuttosto avanzata (72 anni in media) di entrambi i sessi per valutarne la consapevolezza sui rischi di questa patologia e sull’inclinazione a seguire le buone pratiche con cui scongiurarli.

Dai risultati del monitoraggio sono emerse diverse percezioni e diversi comportamenti negli uomini, meno attenti alla salute delle proprie ossa. A differenza della stragrande maggioranza delle donne, meno di un quarto degli uomini si sarebbe sottoposto a uno screening gratuito se ne avesse avuto la possibilità. Le donne, inoltre, erano quattro volte più motivate degli uomini a fare prevenzione assumendo, ad esempio, più calcio e vitamina D per rafforzare le ossa.

I risultati dell’indagine sono stati presentati all’ultimo congresso della Società americana di Geriatria. I suoi autori si sono detti sorpresi da quanto hanno concluso e dal diverso atteggiamento che uomini e donne hanno della stessa patologia. Nell’immaginario comune l’osteoporosi è associata immediatamente alla salute delle donne, ma anche gli uomini non sono al riparo. In Italia la patologia ha assunto una connotazione di “grave pandemia sociale” come sottolinea la Siomms, la Società italiana dell’Osteoporosi del metabolismo minerario e delle malattie dello scheletro. È una malattia molto diffusa e dalle rilevanti ricadute sociali: in Italia la Siomms stima circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini affetti da osteoporosi.

Fumo, alcol e sedentarietà favoriscono l’osteoporosi

Infine, dal momento che la speranza di vita è in aumento, l’incidenza dell’osteoporosi è destinata a crescere. Nei prossimi 20 anni la percentuale di ultra 65enni salirà del 25% e quindi ci sarà anche un proporzionale incremento delle persone colpite.

«Sembra di trovarsi quasi di fronte a due malattie diverse, parlando di osteoporosi maschile e femminile», dice il professor Carlo Selmi, responsabile di Reumatologia e immunologia clinica di Humanitas e docente all’Università di Milano. «Nella vita delle donne c’è un momento chiave: è quello della menopausa che fa la differenza e comporta una perdita di tenore osseo. Negli uomini invece sono più diffuse quelle abitudini sbagliate che possono favorire l’osteoporosi, dal fumo all’alcol: ciò rende l’osteoporosi una malattia di genere con differenze tra i due sessi».

Le differenze sembrano interessare anche l’ambito del trattamento della malattia delle ossa: «Gli uomini – aggiunge lo specialista – sembrano essere più fragili delle donne. In più, nel trattamento delle fratture causate dell’osteoporosi, forse per una diversa sensibilità dei medici, si prescrivono meno farmaci agli uomini rispetto alle donne».

Come prevenire l’osteoporosi?

 «Fondamentale l’apporto di calcio, l’astensione dal fumo, il controllo del peso e una regolare attività fisica. Tutte regole che entrambi i sessi devono seguire. La prevenzione è fondamentale: ci troviamo infatti di fronte a una patologia con una frequenza e una mortalità immediata e a lungo termine importanti», conclude il professor Selmi.

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