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Sedentarietà più pericolosa dell’obesità?

17/06/2017

La sedentarietà uccide il doppio dell’obesità. Ecco quanto è emerso da uno studio condotto dall’Università di Cambridge, pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition, secondo il quale basterebbero anche solamente 20 minuti giornalieri di camminata a ritmo sostenuto per prevenire le malattie cardio-vascolari. Ce ne parla la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’Esercizio e Patologie funzionali di Humanitas.

«Questo dimostra come la sedentarietà sia importantissima nel determinare la mortalità, addirittura di più dell’obesità, mettendo in primo piano la necessità per tutti di diventare fisicamente attivi. Senza l’obesità è rilevante ed è necessario impegnarsi anche sul fronte “alimentazione”, ma non basta: è altrettanto importante “muoversi”.

Lo studio in questione, non a caso, parla di una riduzione della mortalità in relazione all’attività fisica, per la quale non serve certo diventare degli atleti. Basterebbe passare dall’essere sedentari al fare poco, per cui anche semplicemente mezzora di camminata a passo veloce tutti i giorni potrebbe essere sufficiente. I benefici dell’esercizio sono moltissimi, non si limitano ad aiutare a perdere peso».

Qual è la relazione tra sport e obesità?

«Muoversi senza dubbio fa bene alla salute a prescindere da tutto, ma se l’obiettivo è il dimagrimento allora bisognerà fare attività fisica con un dosaggio sufficientemente adeguato al caso, farne di più e con maggiore impegno, ma bisognerà anche modificare l’alimentazione. Viceversa soltanto sport, senza cambiare le proprie abitudini alimentari, potrebbe non essere efficace, a meno che il soggetto in questione non sia in grado di svolgere moltissima attività fisica, con costanza ed ad intensità (fatica) elevate.

Quindi in generale se all’attività fisica (anche mezzora di camminata al giorno )si aggiunge qualche attenzione anche sul piano alimentare, si dimagrisce e lo si fa in modo corretto. Va bene anche che sia poca l’attività fisica purchè sia fatta con i giusti criteri, in relazione alle necessità del paziente, e perseguendo gli obiettivi giusti. Lo sport in generale è come un farmaco, se “preso” in modo corretto può fare bene, viceversa può anche far male. Come i farmaci inoltre ce ne sono tanti, bisogna quindi caso per caso individuare quello adatto al paziente».

Come deve comportarsi chi non ha il tempo di andare in palestra?

«Basterebbe semplicemente combattere la sedentarietà cogliendo qualunque occasione per non rimanere fermi a poltrire sul divano o seduti davanti a una scrivania. Piccole cose nella vita di tutti i giorni come salire e scendere le scale a piedi, parcheggiare un po’ più lontano, se possibile evitare di prendere l’auto o fare una passeggiata a ritmo sostenuto. Se poi aggiungiamo a questo anche, come sopra ricordato, un po’ di attività strutturata (30 minuti di attività aerobica come ad esempio camminare o andare in bicicletta, a passo veloce tutti i giorni) allora realmente abbiamo raggiunto l’obiettivo».

 

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