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L’arte fa bene alla salute

02/04/2014

Arte e salute. Da una parte i quadri, dall’altra i consigli di salute. Un percorso in parallelo fra arte e benessere. Humanitas, in collaborazione con il Museo del Novecento di Milano, ha organizzato tre incontri dedicati allo stile di vita sano, all’alimentazione e al ruolo fondamentale dell’attività fisica. Un connubio illustrato con il supporto delle opere della collezione del Novecento: dal ritratto di Marc Chagall animato dalla passione per il suo lavoro a Margherita di Donghi che offre una cesta di mele appena colte. Perché il bello provoca emozioni capaci di agire sulla mente anche più dei farmaci. Come dire, in fin dei conti, che la bellezza è la vera cura.

Giovedì 3 aprile alle 18,30 presso la sala Conferenze del Museo del Novecento avrà luogo il secondo dei tre incontri in programma dal titolo: l’arte fa bene alla salute. La professoressa Daniela Lucini e la scienziata e storica dell’arte Linda Bertella saranno i relatori dell’incontro.

 Far emergere, grazie all’arte, la voglia di migliorarsi

«È sicuramente una bella idea quella di unire l’arte alla salute e in particolare agli stili di vita – dice la professoressa Daniela Lucini –. Una corretta alimentazione, una vita attiva, non fumare e saper gestire problematiche di vita sono elementi essenziali grazie ai quali ogni persona può migliorare il proprio benessere. Sembra difficile, quasi impossibile, ma in realtà non è così: è forse anche questa una forma di arte. Poi, però, occorre anche una parte di iniziativa personale, di motivazione che ognuno di noi ha certamente dentro si sé. Si tratta di trovare la forza per uscire e mettersi all’opera. Gli incontri che terremo al Museo del ’900 avranno proprio questo obiettivo: aiutare a dipingere, forgiare, far emergere la voglia di migliorarsi, creare il proprio benessere, in un contesto sicuramente unico dove sarà anche possibile ammirare ed essere ispirati da incredibili opere d’arte».

 Un recente studio internazionale, condotto da Harold J. Dupuy, ha evidenziato la stretta correlazione tra il processo di formazione del benessere psico-fisico e la fruizione della cultura, l’arte in particolare. Obiettivo dello studio era di valutare l’impatto della fruizione e del coinvolgimento in attività culturali e il benessere individuale. Secondo gli studiosi tutto dipenderebbe dalla dopamina: questo trasmettitore, che aumenta il senso di piacere e gratificazione, viene prodotto in quantità maggiori, per esempio, dopo che ci si è esposti all’ascolto di musica o alla contemplazione di un capolavoro. 

 «La dopamina migliora la qualità di vita e delle emozioni ogni volta che viene rilasciata nel cervello: adesso dovremo dimostrare che anche le altre forme d’arte, oltre alla musica, comportano un incremento della dopamina in circolo», osserva il professor Dupuy. In attesa di conferme del meccanismo d’azione però un dato è certo: amare l’arte fa bene. Se non altro perché circondarsi del bello solleva il morale.

 

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