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Tunnel carpale: presa debole

25/02/2002

La sindrome del tunnel carpale è una condizione provocata dall’aumento di pressione o dallo schiacciamento di un nervo all’interno del polso. I sintomi possono comprendere intorpidimento, formicolio e dolore nel braccio, nella mano e nelle dita. Nel polso esiste uno spazio chiamato “Tunnel Carpale” attraverso cui passano un nervo e nove tendini che vanno dall’avambraccio alla mano. Quando la pressione sul nervo aumenta si instaura la Sindrome del Tunnel Carpale. “Le cause sono generalmente sconosciute – spiega il dott. Alberto Lazzerini, capo sezione di chirurgia della mano di Humanitas – La pressione nel tunnel può aumentare per diversi motivi: il rigonfiamento delle guaine dei tendini, la lussazione dell’articolazione del polso, le fratture e l’artrosi possono restringere il tunnel. Anche mantenere il polso flesso per lungo tempo può avere un simile effetto.
La ritenzione di liquidi durante la gravidanza può essere la causa di un gonfiore all’interno del tunnel; i sintomi provocati da questa condizione possono però scomparire dopo il parto. Anche le patologie tiroidee, l’artrite reumatoide e il diabete possono essere associati alla Sindrome. È anche possibile però che ci siano più cause concomitanti.”.

Quali sono i sintomi?
I sintomi della Sindrome del Tunnel Carpale sono generalmente: intorpidimento, formicolio o dolore, o una combinazione di questi tre. I sintomi sono solitamente avvertiti durante la notte ma possono presentarsi anche durante attività diurne come la guida dell’auto o la lettura di un giornale.
I pazienti spesso si accorgono di avere unapresa più debole che, associata ad una riduzione della sensibilità nelle dita, può portare a perdere gli oggetti di mano.
Nei casi più gravi la sensibilità può essere persa completamente e i muscoli alla base del pollice si possono atrofizzare (“atrofia tenare”).

Come viene fatta la diagnosi?
È importante raccogliere notizie dettagliate per evidenziare la presenza di condizioni mediche preesistenti, di un particolare utilizzo quotidiano delle mani o di traumi o ferite riportati in precedenza. Una radiografia delle mani può escludere che vi siano altre cause come artrosi o fratture.
I test di laboratorio possono essere utili per capire se vi siano delle condizioni mediche associate. Lo studio della conduzione nervosa mediante l’Elettromiografia (EMG) può essere molto utile sia per confermare la presenza di uno schiacciamento del nervo nel tunnel carpale, sia per verificare che non ci siano altri punti di compressione.

Come viene trattata?
Su consiglio del medico, a volte il problema può essere risolto senza l’ausilio della chirurgia, identificando e trattando le altre condizioni mediche concomitanti, modificando le modalità di utilizzo delle mani o immobilizzando il polso in posizione neutra a volte si può ottenere una riduzione della pressione sul nervo. Indossare dei tutori per il polso durante la notte può essere utile per alleviare i sintomi che interferiscono con il sonno.
Anche i farmaci antiinfiammatori possono alleviare i sintomi anche se il loro effetto è spesso solo temporaneo.
Quando i sintomi sono molto evidenti o non migliorano con altri metodi, la chirurgia può essere d’aiuto per creare più spazio al nervo all’interno del tunnel. La pressione sul nervo infatti diminuisce tagliando il legamento che costituisce il “tetto” del tunnel dal lato del palmo. Le incisioni della cute per eseguire questo intervento possono essere diverse ma lo scopo è uguale in tutti i casi: allargare il tunnel per diminuire la pressione sul nervo.
Dopo la chirurgia un indolenzimento attorno alla regione della cicatrice può durare per settimane o anche per mesi. L’intorpidimento e il formicolio possono scomparire rapidamente oppure gradualmente nel tempo. Possono essere necessari vari mesi perché la forza della mano e del polso torni ad essere normale. È anche possibile però che i sintomi non scompaiano completamente dopo l’intervento chirurgico, specialmente nei casi in cui la compressione del nervo è molto importante o è presente da lungo tempo.

A cura di Lucia Giaculli

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