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Cuore e sistema cardiovascolare

Cuore, perché è importante monitorare la pressione dopo un infarto?

05/12/2017

L’ipertensione è un fattore di rischio dell’infarto e lo è sempre, anche se un primo episodio ischemico si è già manifestato: «Dopo un primo infarto la pressione arteriosa va mantenuta sotto controllo e corretta se si dovesse ripresentare nonostante la terapia farmacologica», dice la dottoressa Maddalena Lettino del Dipartimento Cardiovascolare di Humanitas.

L’ipertensione e il cuore

L’aumento dei valori della pressione arteriosa, una misura della forza con cui il sangue “spinge” sulle pareti dei vasi sanguigni, può mettere a rischio l’intero sistema cardiocircolatorio: «L’ipertensione è nemica del cuore perché lo costringe a sopportare una fatica maggiore facendolo lavorare meno efficientemente. Inoltre può danneggiare le arterie e favorire l’aterosclerosi, ovvero il restringimento dei vasi sanguigni dovuto all’accumulo di depositi di colesterolo e altre sostanze sulle loro pareti», spiega la dottoressa Lettino.

 

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Per questo l’ipertensione è tra i principali fattori che concorrono ad aumentare le probabilità di infarto del miocardio: «Un paziente iperteso ha un rischio maggiore di essere colpito da un infarto sebbene non possa escludersi il caso in cui un individuo sviluppi ipertensione dopo un infarto».

La prevenzione dopo l’infarto

Dopo un primo evento avverso è fondamentale monitorare tutti i fattori di rischio per la salute cardiovascolare, dall’iperglicemia all’ipercolesterolemia, ad esempio, all’ipertensione, appunto. L’obiettivo della prevenzione secondaria è far sì che non si verifichi un secondo evento avverso.

In che modo si può controllare l’ipertensione? «In primo luogo con la terapia farmacologica prescritta e poi correggendo lo stile di vita. É importante mantenere un peso corporeo adeguato, mangiare molta frutta e verdura, meno grassi saturi, ridurre l’apporto di sale, ovvero di sodio, cercare di praticare regolarmente attività fisica, naturalmente alla luce delle proprie condizioni di salute», spiega in conclusione la specialista.

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