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Prevenzione

Cuore, l’abuso di alcolici fa male tanto quanto pressione alta e obesità?

12/01/2017

Bere troppi alcolici fa male al cuore e lo farebbe tanto quanto gli altri fattori di rischio noti per le malattie cardiovascolari: pressione alta, obesità, fumo di sigaretta e diabete. A suggerire questa soglia di rischio è un gruppo di ricercatori della University of California (Stati Uniti) in uno studio pubblicato su Journal of the American College of Cardiology. Anche in assenza di altri fattori, l’abuso di alcol aumenta comunque il rischio di alcune malattie del cuore, dice l’autore principale dello studio.

Quali sono queste malattie associate al consumo eccessivo di alcolici? Fibrillazione atriale, infarto e scompenso cardiaco. Per valutare tale correlazione, i ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche di un gruppo di persone residenti in California con almeno 21 anni di età sottoposti a chirurgia ambulatoriale o a cure in pronto soccorso o a ricovero tra il 2005 e il 2009. Su 14,7 milioni di pazienti, circa 268mila individui avevano ricevuto una diagnosi di abuso da sostanze alcoliche.

(Per approfondire leggi qui: Alcol, con il binge drinking giovani a rischio ipertensione)

Dopo aver corretto i dati per gli altri fattori di rischio, l’abuso di alcolici è stato associato con un aumento del doppio del rischio di fibrillazione atriale, di 1,4 volte di quello di infarto e di 2,3 volte di insufficienza cardiaca congestizia, una forma di scompenso cardiaco. Tutti aumenti di rischio paragonabili a quelli dovuti a noti e parimenti modificabili fattori come il diabete, l’ipertensione e l’obesità.

Bere alcol con molta moderazione

L’associazione più insolita, ma non meno rilevante, è quella tra abuso di alcol e infarto, come spiega la dottoressa Maddalena Lettino, responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia dello Scompenso dell’ospedale Humanitas: «La correlazione con la fibrillazione atriale è un dato già noto, così come quella con lo scompenso cardiaco (in questo studio indipendentemente dall’insorgenza di cardiomiopatia). Il dato nuovo riguarda la correlazione con l’infarto, che è anche quella meno forte seppur statisticamente significativa. Non è infatti ancora noto il motivo per cui con l’abuso di alcol possa aumentare il rischio di infarto: il meccanismo che, prevalentemente, è alla base di questa malattia, ovvero l’aterosclerosi, – sottolinea la specialista – non viene influenzato dall’introito di alcol in eccesso».

(Per approfondire leggi qui: Alcol, le donne bevono quanto gli uomini?)

In ogni caso il messaggio “da portare a casa” è, ancora una volta, l’indicazione a non abusare nel consumo di bevande alcoliche. Il classico bicchiere di “rosso” a tavola è dunque salvo: «Questa ricerca parla chiaramente dei potenziali effetti negativi del consumo oltre misura di alcol mentre non c’è nessun motivo di demonizzare il consumo davvero moderato di alcolici a tavola. Bere un bicchiere di vino durante i pasti fa parte di quei piaceri alimentari non scorretti tipici di uno stile di vita sano. Attenzione, però, a non fare di questa abitudine un dogma: le linee guida internazionali – conclude la dottoressa Lettino – non raccomandano di bere alcol con moderazione per proteggere la salute del cuore».

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