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Prevenzione

Cuore, diamo i numeri: prevenzione cardiovascolare e fattori di rischio

09/12/2016

L’impatto della dieta sulla flora intestinale

Tra le malattie infiammatorie croniche ci sono anche quelle a carico dell’intestino, ovvero la colite ulcerosa e la malattia di Crohn. Sebbene prevenirle con l’alimentazione non sia possibile, è noto che una dieta ricca di frutta e verdura, pochi carboidrati e pochi grassi è associata a un tipo di flora intestinale meno soggetta a infiammazione rispetto a un regime alimentare con più carboidrati e grassi. E l’alterazione della flora intestinale (la cosiddetta disbiosi), con la complicità di altri fattori, può provocare l’insorgenza della malattia di Crohn, ad esempio.

Limitare apporto di grassi trans

I grassi trans, portano a un aumento del livello di colesterolo nel sangue, in particolare di quello “cattivo” Ldl. «Sono i grassi che si formano durante i trattamenti industriali degli oli vegetali e quindi possono trovarsi negli alimenti trasformati che li contengono come dolci industriali, dadi da brodo, brioches, snack industriali», spiega il professor Danese.

Favoriscono l’infiammazione i cibi pronti, con additivi, coloranti, dolcificanti, esaltatori di sapidità. Sono, ad esempio, pesce e petto di pollo impanato, zuppe pronte, sughi pronti. «Favoriscono l’infiammazione anche i grassi saturi e il colesterolo di insaccati, carne processata e prodotti caseari, salame o wurstel». Non fa bene all’infiammazione neppure l’alcol, se consumato in eccesso.

«In ogni caso l’evidenza scientifica non è sempre solida e sono necessari ulteriori studi per chiarire in maniera definitiva la relazione tra alcuni alimenti e l’infiammazione. L’importante è seguire una dieta equilibrata», avverte il professore.

 

Olio d’oliva “scudo” per l’intestino

Ci sono anche alimenti, cosiddetti antinfiammatori, come i cereali (dall’orzo alla segale, dal farro al riso): «L’importante è che siano integrali, ricchi di minerali, ferro, fosforo e vitamine del gruppo B che aiutano a mantenere stabile la glicemia», chiarisce il professor Danese.

Grazie ai suoi grassi monoinsaturi, alla vitamina E e ai polifenoli l’olio d’oliva riduce la formazione di molecole pro-infiammatorie.

 

Spezie e frutti di bosco

La curcuma, antiossidante, l’aglio, con i suoi composti a base di solfuro, lo zenzero, dalle proprietà antiulcerose, sono tutti ottimi antinfiammatori. Frutti di bosco come ribes, lamponi, mirtilli svolgono attività antiossidante e antinfiammatoria soprattutto a livello gastrico. E se il succo di ananas è antiinfiammatorio, grazie alle proprità della bromelina, «i carciofi, per il contenuto di cinarina (dalle proprietà colagoghe e coleretiche) favoriscono la digestione».

Dal pesce al tofu: gli omega 3 e 6

Si evitano processi del metabolismo collegati agli stati infiammatori con alimenti con Omega-3 e Omega-6: sgombri, alici, pesce azzurro, sardine, noci, semi di lino, sesamo, crostacei, tofu, mandorle e noci.

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