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Dermatologia

Orticaria, quali sono i sintomi?

24/03/2021

Quando parliamo di orticaria, parliamo di un gruppo di malattie che si presentano con gli stessi segni e sintomi, ma che possono avere cause molto diverse, non soltanto allergiche.

Sebbene l’orticaria sia molto diffusa, chi ne soffre spesso non sa a chi rivolgersi, e questa incertezza potrebbe comportare uno stress ulteriore in un percorso di diagnosi e cura che può essere già lungo e faticoso di suo.

Ne parliamo con il professor Riccardo Borroni, dell’Unità operativa di Dermatologia in Humanitas e docente di Humanitas University.

Gonfiori e prurito: i segni e i sintomi dell’orticaria

L’orticaria si presenta con i tipici pomfi, ovvero rilevatezze pruriginose rosee o bianche della pelle, che possono essere circondate da un alone eritematoso, e che possono comparire in qualsiasi sede della superficie corporea, variando per dimensioni, per forma e per numero. La caratteristica distintiva dell’orticaria è che la durata di ogni singolo pomfo è inferiore a 24 ore, anche se complessivamente l’orticaria può avere un decorso anche più lungo, durante il quale diversi pomfi “vanno e vengono” in diversi momenti.

L’altra manifestazione dell’orticaria è l’angioedema, che può comparire da solo o accompagnarsi ai classici pomfi, e che consiste in rigonfiamenti a limiti sfumati del tessuto sottocutaneo o sottomucoso, di colorito normale. L’angioedema può localizzarsi tipicamente sulle labbra, le palpebre, e la laringe, si associa più a dolore che a prurito vero e proprio, e tende a risolversi nel giro di 2-3 giorni.

L’orticaria interferisce profondamente con la qualità della vita di chi ne soffre: la componente pruriginosa spesso impedisce un adeguato riposo notturno, e determina un forte stress nei pazienti. 

Orticaria: i fattori scatenanti

Le manifestazioni cliniche della maggior parte delle forme di orticaria sono causate dalla liberazione di istamina da parte dei mastociti, alcuni globuli bianchi che risiedono nel derma. Molteplici stimoli immunologici, non-immunologici, fisici e chimici possono provocare la liberazione di istamina da parte dei mastociti.

Infatti l’orticaria può essere indotta da stimoli fisici come il calore, (ma anche il freddo), l’esposizione ai raggi ultravioletti, la pressione sulla pelle (come ad esempio la pressione causata da cinture o indumenti), l’esercizio fisico, oppure uno sfregamento sulla pelle. 

Anche alcuni farmaci possono provocare l’orticaria. Al contrario di quanto generalmente si creda, comunque, l’orticaria se esordita nell’adulto è raramente causata da un’allergia alimentare.

Nell’orticaria cronica spontanea, una delle forme più comuni di orticaria nell’adulto, non si riconoscono fattori che possano indurre la comparsa dei pomfi: è causata spesso da un processo autoimmune e infatti può presentarsi in persone con tiroidite o altre malattie autoimmuni, spesso donne tra e 40 e i 50 anni.

Orticaria: le cure

Nella cura dell’orticaria è fondamentale la corretta identificazione dei fattori scatenanti, attraverso la raccolta approfondita e sistematica di informazioni dal paziente nel corso della visita, insiema a eventuali test di laboratorio. È importante distinguere l’orticaria vera e propria da eruzioni orticarioidi, per le quali le terapie sono differenti: tra le altre, pemfigoide, vasculiti e malattie autoinfiammatorie.

Se per le forme di orticaria di recente insorgenza è importante rivolgersi al dermatologo, lo è a maggior ragione se l’orticaria dura da più di 6 settimane, al fine di formulare tempestivamente una diagnosi corretta e impostare una terapia appropriata. 

Gli antistaminici non sedativi sono il caposaldo della terapia dell’orticaria. 

L’evitamento dei fattori scatenanti, se dimostrabili, non è mai da sottovalutare per le forme inducibili di orticaria.

L’omalizumab, un anticorpo monoclonale che neutralizza le IgE, è autorizzato per la terapia dell’orticaria cronica spontanea quando i soli antistaminici non sono sufficienti. 

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