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Berlusconi: sportivi si nasce o si diventa?

23/06/2014

«Andare meno dal medico e più dall’allenatore». Parola del dottor Marco Berlusconi, responsabile della Traumatologia di Humanitas che trascorre le sue giornate fra sala operatoria e sport.

Triathlon (nuoto, corsa, ciclismo), windsurf, tennis, volley, calcio sono solo alcune delle attività sportive svolte dal medico che racconta: «Il lunedì, spesso, arrivano in Pronto Soccorso numerosi pazienti che nel week end sono andati a correre al parco, a fare una nuotata in piscina o  hanno ricevuto una “botta” giocando a calcio e si lamentano di dolori vari. Il mio consiglio è quello di non preoccuparsi per i dolori post attività fisica. Soprattutto per alcuni sport, infatti, sono fisiologici. Non serve, dunque rivolgersi ai medici, basta un po’ di ghiaccio e un po’ di riposo, poi tutto passa. Piuttosto, prima di avventurarsi allo sbaraglio sarebbe utile consultare un personal trainer».

Come si è avvicinato al mondo dello sport?

«Sono nato con l’animo sportivo. Fin da quando frequentavo le scuole medie ho iniziato a praticare sport di diverso tipo. Essere sportivo non significa soltanto allenarsi e gareggiare ma vuol dire anche prendere la vita in maniera sportiva, affrontando le difficoltà che ti si presentano, gioendo per le vittorie e accettando le sconfitte».

Quali sport preferisce?

«Adoro ogni forma di sport, soprattutto quelli fisici come nuoto, corsa, triathlon. Mi piacciono meno quelli legati a motori o macchinari artificiali. Non concepisco, ad esempio, l’attività fisica con gli attrezzi fra le mura di una palestra. Non c’è cosa più bella che praticare lo sport all’aria aperta, a contatto con la natura. Per me correre su un tapis roulant è riduttivo e anche noioso».

Come riesce a conciliare la sua vita da medico con la sua passione per lo sport?

«Ho iniziato a far conciliare la mia vita con lo sport fin da quando ero uno studente. Per motivi di tempo ho scelto di privilegiare sport individuali rispetto a quelli di squadra perché sapevo già di non riuscire a rispettare gli allenamenti previsti a causa dei numerosi impegni. Adesso, lavorando in ospedale, devo per forza organizzarmi incastrando l’attività fisica o prima o dopo i turni per almeno un’ora al giorno».

È consigliabile allenarsi la sera o la mattina?

«Dipende dal tipo di sport e dal tipo di giornata prevista o trascorsa. Nel mio caso, se prevedo una sala operatoria lunga in cui si lavora in piedi in modo fisico e pesante, preferisco allenarmi al mattino prima di andare al lavoro perché non mi piace l’allenamento da stanco. Se non riesco ad allenarmi al mattino, piuttosto esco in bici al termine della sala. Potendo, il momento ideale per allenarsi è la pausa a mezzogiorno».

Quali rischi può correre chi fa sport a livello amatoriale?

«Bisogna separare i problemi che riguardano l’apparato locomotore da quelli che interessano l’apparato cardiovascolare. Come concetto generale lo sport fa bene all’apparato cardiovascolare e non sempre all’apparato locomotore, dipende da come lo si pratica. Negli sport in cui è previsto il contatto con l’avversario (calcio, rugby o basket) il rischio traumatico è inevitabile, non prevenibile e deve essere accettato come parte del gioco stesso. Negli sport di endurance come il triathlon, le maratone siano esse di corsa, ciclismo o nuoto, in cui la gara stessa e i conseguenti allenamenti portano un elevato sovraccarico sia alle articolazioni sia ai tendini, è previsto che si possano presentare dolori alle ginocchia, alla colonna o alle spalle. Questi dolori devono essere accettati dall’atleta come parte del tipo di sport e richiedono un’attenzione medica solo quando sono resistenti ai normali rimedi (riposo, ghiaccio e farmaci antinfiammatori). La prevenzione consiste nell’allenarsi gradualmente, con costanza e seguendo magari consigli di allenatori esperti».

 

Risposte del dottor Marco Luigi Maria Berlusconi

responsabile di Traumatologia in Humanitas

 

A cura di Simona Camarda

 

Articolo correlato: “Lo sport fa bene alla salute quando è in sicurezza”.

 

 

 

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