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Benessere

Genitali maschili, l’igiene alla base della corretta prevenzione

31/07/2018

Otto uomini su dieci non hanno mai fatto una visita urologica nella loro vita. Al contrario delle donne, abituate ad eseguire controlli periodici dal proprio ginecologo, la popolazione maschile sembra restia a farsi visitare i genitali. Pudore, mancanza di cultura della prevenzione e tabù culturali tengono troppo spesso gli uomini lontani dagli specialisti del settore. Ecco perché la diagnosi dei tumori al pene e ai testicolo è molto spesso tardiva e avviene in seguito a controlli a cui gli uomini decidono di sottoporsi per problemi di infertilità o disfunzione erettile. C’è poi un’altra cosa che gli uomini ignorano spesso e volentieri: l’importanza dell’igiene, che sta alla base della corretta prevenzione di molte delle patologie dell’apparato sessuale maschile. Ne parliamo con il dottor Giovanni Lughezzani, urologo di Humanitas.

 

L’igiene, una questione di educazione

Educare fin da piccoli gli uomini ad un’attenta igiene e all’autocontrollo di genitali e pene è un importante principio salvavita. Ai bambini va insegnato come detergere correttamente le parti intime prima dell’inizio della vita sessuale. A partire dai dieci anni d’età i giovani maschi dovrebbero abituarsi ad eseguire l’autopalpazione e a tenere sotto controllo i propri genitali. Nelle popolazioni maschili in cui è presente questa pratica, infatti, il rischio di tumore del pene è molto basso e la diagnosi precoce di tumore del pene o del testicolo molto frequente.

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Le regole della corretta igiene

Non fumare, usare il profilattico (fin dai preliminari), vaccinarsi contro l’hpv (entro i 12 anni) e proteggere i genitali da raggi ultravioletti sono tutte norme fondamentali per la prevenzione di patologie che interessino i genitali maschili. Molto sottovalutata invece è l’importanza della pratica di detergersi con cura e attenzione anche nella zona sotto il glande. Questo aiuta fra le altre cose a prevenire la fimosi, il principale fattore di rischio di tumore del pene. Si tratta della formazione di tessuto cicatriziale a seguito di una condizione infiammatoria cronica, che impedisce di scoprire il glande. Massima attenzione va data anche, nei pazienti non circoncisi, alla preservazione del prepuzio, cioè della piega cutanea che ricopre il glande, dove con grande facilità si possono formare ristagni di secrezioni. Alla lunga, si può infatti creare uno stato di irritazione cronica che rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia oncologica.

 

Il controllo dei testicoli

Proprio toccandosi i testicoli nel momento dell’igiene quotidiana, come si dovrebbe fare dalla pubertà in avanti, è possibile cogliere differenze nella forma, oppure nella consistenza, che potrebbero essere un segnale precoce di malattia. Allo stesso modo, osservando e palpando il pene, si possono trovare macchie, rigonfiamenti o qualcosa di diverso dal solito, da segnalare al proprio medico.

 

Tumore ai testicoli, a cosa bisogna stare attenti per prevenirlo?

Il criptorchidismo, ovvero la mancata discesa di uno dei due testicoli, può aumentare fino a dieci volte il rischio di tumore. Ma le probabilità si riducono se l’anomalia viene corretta farmacologicamente e o chirurgicamente in eta’ precoce. Fortunatamente il tumore del testicolo si cura con successo in nove casi su dieci quando la diagnosi è precoce. La chirurgia è lo strumento più efficace. Per quanto riguarda il tumore del pene, invece, se viene colto precocemente, è possibile intervenire con un mix di laser e chemioterapia, con la conservazione dell’organo in oltre sei casi su dieci.

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