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Cure e farmaci

Nuove frontiere: la medicina di genere

23/11/2018

La cura dipende dal sesso. La medicina di genere è l’ultima frontiera della scienza medica e, nel giro di una decina d’anni, è destinata a rivoluzionare l’approccio alla cura a seconda che il paziente sia uomo, donna o bambino. Le differenze fisiologiche tra uomini e donne si intrecciano con quelle dell’età e dello stile di vita in un modo sempre più determinante quando si parla di terapie efficaci ed adeguate, tanto è vero che i sintomi possono essere molto diversi nei due sessi.
Della medicina del futuro ne abbiamo parlato con la dottoressa Patrizia Presbitero, Senior Consultant dell’unità di Cardiologia clinica e interventistica di Humanitas.

 

La nuova medicina sarà “cucita” su misura

La medicina del futuro sarà sempre cucita su misura per uomo e donna. Gran parte delle malattie infatti si manifestano nei due sessi con sfumature diverse e diverso è anche il modo in cui evolvono e rispondono alle cure. L’Italia è uno dei primi Paesi in Europa a essersi attivato su questo fronte, segno che è giunto il momento di affrontare anche nel campo della salute, come hanno sottolineato gli esperti intervenuti al Convegno organizzato da Onda (Osservatorio sulla salute della donna), dove l’obiettivo è già chiaro dal titolo: “Medicina di genere: dai percorsi evolutivi alla pratica clinica” . Dietro questa definizione c’è un approccio che si preoccupa di curare le malattie tenendo presenti tutte le differenze, comprese quelle legate all’età. Le donne anziane, per esempio, rischiano molto più degli uomini di sviluppare deficit cognitivi. La causa potrebbe risiedere negli ormoni.

 

Donne e uomini hanno un cuore differente

C’è un ambito in cui uomini e donne si differenziano è proprio quello delle malattie cardiovascolari. Dagli anni ’70 al 2000 la mortalità per infarto e ictus è diminuita in modo importante nell’uomo, che si è dimostrato molto reattivo alle numerose campagne di prevenzione. Lo stesso non è accaduto nelle donne che tendono a trascurare il problema, credendo erroneamente che non le riguardi. Sette donne su dieci sono convinte che l’infarto non le riguardi, sebbene dopo i 50 anni le malattie cardiovascolari siano la prima causa di morte nel “gentil sesso”. Nelle donne inoltre l’infarto si presenta spesso con sintomi atipici e sono più frequenti complicanze gravi come aritmie maligne, rotture e dissezioni coronariche.

“Quando ha un infarto la donna spesso non ha gli stessi sintomi dell’uomo – fa notare Patrizia Presbitero, della Cardiologia clinica e interventistica all’Istituto Humanitas di Milano -: spesso la donna non ha il tipico dolore cardiaco. Possono invece esserci dei sintomi atipici come pallore, fiacchezza e astenia, motivo per il quale l’infarto viene riconosciuto e trattato tardivamente rispetto a quello maschile. L’età di insorgenza è inoltre più elevata rispetto all’uomo, perché fino alla menopausa c’è l’effetto protettivo degli estrogeni».

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L’osteoporosi non è solo un problema femminile

L’osteoporosi non è solo un problema solo femminile, come spesso si crede. Può colpire anche gli uomini nei quali compare tardi e in modo più subdolo. Non assume la forma di rapido decadimento osseo, tipica delle donne in menopausa, eppure può rappresentare una seria minaccia.

“Come per le donne, il tasso di mortalità dopo una frattura di femore aumenta con l’età ed è maggiore nei dodici mesi dopo l’evento – ha proseguito la specialista -. Nei primi sei mesi, il rischio di decesso negli uomini è circa doppio rispetto a quello delle donne della stessa età: gli uomini hanno più probabilità di riportare conseguenze gravi o fatali”. Tutto ciò accade perché la maggior parte degli studi sull’osteoporosi è stata eseguita su casistiche femminili. La Moc viene proposta come esame di screening a tutte le donne, mentre viene fatta di rado negli uomini.

 

La sindrome del bikini

Per molti anni gli studi sulla donna si sono concentrati su tutto ciò che riguarda l’apparato riproduttivo, tanto che si è parlato di “sindrome del bikini”, ovvero l’utero, il seno e ovaie. Ma l’organismo femminile non è identico a quello maschile nemmeno per quanto riguarda le altre parti del corpo.

A partire dagli anni ’80 il divario tra i due sessi si è ridotto, soprattutto a causa del notevole aumento del vizio del fumo.
Oggi nella popolazione femminile si registrano più decessi a causa di questa neoplasia rispetto al tumore mammario, ovarico e uterino considerati tutti insieme. Questo perché una sigaretta è più nociva nella donna rispetto all’uomo e perché la donna ha una minore capacità di riparare il dna. Un altro tumore in cui sono evidenti differenze di genere è quello del colon-retto, che insorge in media cinque anni dopo nella donna rispetto all’uomo.

 

Generi e sport

Uomini e donne hanno una suscettibilità diversa anche agli infortuni sportivi. Basti pensare che la lesione del legamento crociato anteriore è molto più frequente nelle atlete o che le giovani sportive sono più predisposte a traumi distorsivi a causa di una maggiore lassività dei legamenti, che in certi momenti è più evidente a causa delle fluttuazioni ormonali. L’organismo femminile, insomma, richiede forme di allenamento e di prevenzione dei rischi differenti rispetto agli atleti di sesso maschile.

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