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Cos’è l’ipercolesterolemia familiare?

26/09/2017

Nella popolazione generale i valori di colesterolo “cattivo” LDL che rappresentano un vero campanello d’allarme per lo sviluppo di malattie cardiovascolari sono quelli che si avvicinano, o superano, la soglia dei 150 mg/dl. In alcuni individui, però, i valori di questa forma di colesterolo sono ben più alti e non dipendono dallo stile di vita seguito: è il caso dell’ipercolesterolemia familiare, una condizione ereditaria. «A differenza della popolazione generale in cui l’ipercolesterolemia è solo un fattore di rischio l’ipercolesterolemia familiare è la malattia da trattare», sottolinea la dottoressa Maddalena Lettino, Responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia dello Scompenso di Humanitas.

(Per approfondire leggi qui: Colesterolo alto: perché tenerlo sott’occhio)

L’ipercolesterolemia familiare è una malattia rara che può presentarsi in due forme, nella forma omozigote e in quella eterozigote, la più comune, con valori di colesterolo LDL che possono superare anche non di molto la soglia dei 200 mg/dl.

Le conseguenze dell’ipercolesterolemia familiare

«Questa condizione determina una lunga esposizione nel tempo, a volte sin dai primi anni di vita, agli effetti del colesterolo alto con la tendenza a sviluppare aterosclerosi molto precocemente: nella forma omozigote, quella più grave, le manifestazioni cliniche dell’aterosclerosi possono comparire nella prima giovinezza mentre in quella eterozigote si possono verificare dagli inizi dell’età adulta in poi», risponde la dottoressa Lettino.

«Questo comporta un aumento del rischio di eventi cardio-cerebrovascolari avversi, anche prima dei trent’anni. Il profilo di rischio del singolo paziente dipenderà inoltre sia dai valori del colesterolo LDL ma anche dalla compresenza di altri fattori di rischio».

Nei soggetti che presentano ipercolesterolemia familiare le accortezze nello stile di vita non sono sufficienti: «Sarà utile seguire un’alimentazione salutare, praticare regolarmente attività fisica, non fumare, tenere sotto controllo gli altri fattori di rischio. Tuttavia questi individui dovranno cominciare il prima possibile una terapia a base di statine, spesso combinata, in grado almeno di dimezzare i livelli di colesterolo», conclude la dottoressa Lettino.

(Per approfondire leggi qui: Statine, cosa si rischia se si sospende l’assunzione?)

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