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Benessere

Lo yoga diventa patrimonio Unesco. Dalla gravidanza all’asma: perché farlo

02/12/2016

Yoga per i malati oncologici

Quando possibile, se non controindicato e dietro precise istruzioni dei medici, lo yoga potrebbe essere praticato anche dai pazienti colpiti da tumore nelle fasi finali del trattamento: «Le persone che affrontano una malattia importante spesso si trovano a fare i conti con i limiti che questa impone al loro organismo, sia in termini fisici (per esempio nel caso di una operazione chirurgica) e di possibilità oggettive, che in termini psicologici. Lo yoga, se ci si avvicina sotto la guida di una persona competente, aiuta molto nel conoscere o nel ritrovare i “limiti” del proprio corpo e ritornare in armonia con se stessi», spiega la dottoressa Stefania Spina, psicologa di Humanitas Cancer Center e appassionata praticante della disciplina.

«Inoltre lo yoga ha certamente un influsso positivo anche sulle componenti psicologiche della malattia e può davvero aiutare il paziente a ritrovare un nuovo equilibrio psicofisico che tenga conto delle conseguenze della malattia e dei trattamenti».

 

Yoga antistress

Relax e ginnastica dolce. Un recente studio della University of Adelaide pubblicato su Journal of Psychophysiology ha visto come lo yoga può alleviare lo stress cronico nelle donne. Tra chi aveva seguito le lezioni di yoga, i ricercatori hanno rilevato un aumento nell’affetto positivo (un indicatore del benessere psicologico), una riduzione nel livello di stress e addirittura una riduzione del girovita.

Una risorsa a disposizione dei praticanti di yoga è la regolarizzazione della respirazione: «Con un respiro più lento e regolare si riesce a modulare l’attività del sistema nervoso che controlla diverse funzioni dell’organismo. Con il respiro si regolarizza, ad esempio, anche la frequenza cardiaca», spiega professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’Esercizio dell’ospedale Humanitas.

E l’effetto sul girovita? «Il beneficio potrebbe essere indiretto: non è lo yoga che fa perdere peso, poiché il dispendio di calorie che richiede è poco considerevole. Ma se una persona riesce a rilassarsi e a tenere a bada lo stress potrebbe cominciare ad alimentarsi in maniera più regolare, magari a correggere quelle cattive abitudini che la portavano a mangiare per gratificarsi e scaricare lo stress».

 

Esercizi respiratori per l’asma

Assieme al trattamento farmacologico lo yoga potrebbe avere un effetto benefico per i soggetti asmatici: «Forti evidenze scientifiche derivate da studi controllati e randomizzati non ci sono», ricorda il dottor Michele Ciccarelli, responsabile di Pneumologia dell’ospedale Humanitas. «Lo yoga potrebbe rientrare fra le terapie alternative dell’asma bronchiale da considerare di supporto a un intervento terapeutico farmacologico per il quale ci sono evidenze consolidate».

Tra gli ultimi studi che vanno in questa direzione c’è una ricerca del 2014 pubblicata su Annals of Allergy, asthma and immunology che ha revisionato 14 studi relativi a oltre 800 pazienti. Questa la conclusione: lo yoga non può essere considerato come un intervento di routine per il trattamento dell’asma bensì come strumento di supporto o alternativo agli esercizi respiratori per i pazienti colpiti da questa malattia respiratoria.

 

Anche in gravidanza, soprattutto in gravidanza

Le donne che non vogliono rinunciare all’esercizio fisico nemmeno in gravidanza possono praticare lo yoga, «un’ottima pratica», secondo la dottoressa Annamaria Baggiani, responsabile del Servizio di Infertilità Femminile e Procreazione Medicalmente Assistita di Humanitas Fertility Center. Ma perché fa bene lo yoga in dolce attesa? «Dal punto di vista del movimento le pratiche posturali dello yoga aiutano a rimuovere le tensioni muscolari e scheletriche a carico della della schiena, favoriscono la circolazione sanguigna e aiutano a prevenire i dolori lombosacrali che spesso si accompagnano alla gravidanza per via del peso aggiuntivo del pancione», ricorda la dottoressa.

In questo caso oltre allo stretching un ruolo importante lo giocano gli esercizi di respirazione: «Uno dei vantaggi più importanti dello yoga è quello del rilassamento. Grazie agli esercizi respiratori si ottiene un benessere di lunga durata, che può venire in aiuto della donna nel momento del parto».

 

E dopo il parto si continua

Lo yoga può accompagnare le donne anche dopo aver partorito per gestire e prevenire l’incontinenza urinaria, come suggerisce una ricerca della University of California San Francisco Pubblicata su Female Pelvic Medicine & Reconstruction Surgery. Il motivo? Lo spiega la dottoressa Cinzia Bulletti, ostetrica-ginecologa di Humanitas: «Lo yoga, così come il pilates e tutta la ginnastica del pavimento pelvico, può risolvere i problemi di incontinenza grazie a esercizi che aiutano a migliorare la respirazione e a rafforzare i muscoli che controllano la statica pelvica alterata durante il parto e la gravidanza, riportando a una forma fisiologica ottimale».

E l’effetto è anche nel lungo periodo: «Tonificando i muscoli del pavimento pelvico si ottiene non solo un beneficio nell’immediato ma anche nel lungo termine, riducendo la possibilità di prolasso», conclude la specialista.

 

Combattiamo lo stress sott’acqua

Di yoga se esistono di diversi tipi e con diversi livelli di difficoltà. Tra i più inusuali c’è il Woga, cioè Water Yoga, yoga che si pratica in acqua. Ci si poggia al fondo della piscina (o del mare) cercando di tenere l’equilibrio anche grazie anche all’azione dell’acqua. Inoltre si può sfruttare il galleggiamento e replicare alcune posizioni tipiche dello yoga, ma a mollo, appunto.

Anche in questo caso si unisce l’azione sui muscoli a quella sulla respirazione: «A una respirazione lenta e regolare, efficace per il rilassamento mentale e come antistress, si associano esercizi fisici di vario tipo per i muscoli, dallo stretching e rilassamento muscolare fino ad esercizi di forza muscolare da effettuare in acqua», sottolinea la professoressa Lucini.

«Grazie al fatto che in acqua si pesa di meno e si fa meno fatica ad eseguire gli esercizi, il Woga può essere praticato a tutte le età a condizione che, prima di iniziare, si esegua una valutazione medica di idoneità. Pertanto, ben venga il Woga sia per le persone anziane e in sovrappeso, sia per quelle con problemi alle articolazioni, dolori muscolari o con difficoltà di movimento, ma anche in caso di mal di schiena e mal di collo. Rispetto allo yoga, però, il Woga, potrebbe presentare qualche difficoltà per chi ha problemi alla colonna o per chi, immunodepresso perché in terapia con chemioterapici o immunosoppressori, è più vulnerabile alle infezioni in acqua».

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