Benessere

Miopia: Le cause e le nuove cure per eliminarla

21/10/2002

La miopia rappresenta nel mondo una delle cause principali che determinano l’abbassamento e la perdita della vista. Di cosa si tratta, come si manifesta, quali sono le cause che la determinano? Il dottor Rosario Urso dell’equipe di Oculistica diretta dal Dott. Paolo Vinciguerra presso l’Istituto Clinico Humanitas, parla di questo difetto di vista illustrando, oltre le conoscenze più consolidate in materia, le nuove evidenze scientifiche che dimostrano come proprio la miopia possa anche essere indotta da comportamenti scorretti. Le possibilità terapeutiche consentite dalla moderna tecnologia.

Miopia: Le cause “classiche” e le nuove evidenze

“Le capacità visive di un individuo – spiega il dott. Rosario Urso – sono in gran parte determinate geneticamente. Esiste quindi una predisposizione familiare alla miopia. Nei figli di genitori miopi si osserva se non la presenza dello stesso difetto, una predisposizione a sviluppare il disturbo in età adulta. Esistono anche interi gruppi familiari colpiti da miopia patologica. Oltre alla predisposizione familiare,infatti, nei bambini la miopia può essere indotta anche da sforzi prolungati, come leggere con poca luce o con il testo troppo vicino al viso. Questo sembra essere confermato dal graduale aumento della prevalenza della miopia, in origine pressoché inesistente, nelle popolazioni aborigene che vengono avviate verso un’educazione di tipo occidentale. Anche le persone che per professione leggono a lungo o svolgono lavori di precisione, raggiungono gradi elevati di miopia che può progredire anche dopo i 30 anni”.

Un difetto della vista

“La miopia – continua il dott. Urso – è un difetto di rifrazione dell’occhio che determina l’incapacità di mettere a fuoco gli oggetti posti ad una certa distanza. Questo accade perché l’immagine di ciò che un miope osserva, si forma davanti alla retina anziché, come dovrebbe, su di essa. Viene misurata in diottrie espresse da un numero e precedute dal segno meno per distinguerla dagli altri difetti della vista. La miopia leggera o scolare comprende deficit visivi che vanno da 0 a – 6 diottrie e può essere corretta mediante l’uso di occhiali o di lenti a contatto; la miopia grave o patologica, che comprende diottrie superiori a – 6 (può arrivare fino a –30), in genere è associata ad altri disturbi, per esempio il glaucoma, che possono però essere presenti anche in persone affette da gradi minori di miopia. Il numero di persone affette da miopia varia da Paese a Paese e interessa alcuni gruppi etnici più di altri. Si stima che in Europa il 30 – 40% degli individui siano afflitti da gradi più o meno alti di miopia, mentre in America e in Africa la percentuale sia del 10 – 20 %. In alcune popolazioni asiatiche la percentuale sale fino al 70 – 90 % e secondo alcuni studi, emerge che nell’1 – 3 % dei casi si tratta di miopia patologica. Ciò comporta anche un’importante voce di spesa per la comunità: negli Stati Uniti, per esempio, si stima che curare la miopia costi circa 250.000 dollari all’anno (l’equivalente di circa 281.000 euro)”.

A che età si manifesta la miopia?

“La miopia patologica (degenerativa) insorge in età infantile, (attorno a 5 – 6 anni), e in genere è associata all’allungamento del bulbo oculare e ad alterazioni della retina che possono portare ad un grave abbassamento della vista, raggiungendo gradi molto elevati. La miopia che insorge in età adolescenziale, invece, di norma non va oltre le 6-7 diottrie e progredisce lentamente, stabilizzandosi generalmente al termine dell’accrescimento corporeo”.

Quali consigli dare ai genitori?

“I genitori di bambini miopi devono prestare particolare attenzione alle situazioni in cui i figli affaticano gli occhi nella lettura e incoraggiare un sano equilibrio tra le attività domestiche e quelle all’aria aperta – consiglia il dott. Urso. Se il bambino ha un difetto di accomodazione documentato il medico valuterà la possibilità di prescrivere un bel paio di occhiali.

“Operare la miopia”

“Le sofisticate tecnologie di cui si dispone attualmente – conclude il dott. Rosario Urso – permettono, in un gran numero di casi, risultati notevoli nel trattamento non solo della miopia, ma anche di astigmatismo e ipermetropia. La chirurgia refrattiva, che utilizza come “bisturi” il laser ad eccimeri, riesce a correggere con estrema precisione molti problemi di rifrazione, quelli cioè nei quali ci sia un’alterazione nel passaggio dei raggi luminosi attraverso il sistema di “lenti” dell’occhio. Questi interventi curano i difetti di vista, ma non le patologie che spesso sono associate alla miopia, come il glaucoma, le degenerazioni o il distacco della retina.

A cura di Giorgia Diana

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