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Benessere

Cuore matto al volante

21/09/2001

Stress, rumore, clacson a gogo, smog, rischio continuo di tamponamenti, angoscia da parcheggio. Cronaca di una mattinata nel gorgo al traffico cittadino o in tangenziale . L’avventura quotidiana di un automobilista che si reca al lavoro o a fare la spesa nella giungla metropolitana può lasciare tracce sulla salute. Pensiamo, ad esempio, come questi fattori di disturbo possano recare danno al nostro muscolo più importante: il cuore. Ne parliamo con il dott. Maurizio Gasparini, cardiologo e responsabile dell’Unità operativa di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano.

Può lo stress quotidiano dell’automobilista creare reali problemi al cuore?

“Indubbiamente ad un paziente cardiopatico non giovano nè situazioni di stress fisico (importanti sforzi fisici o molto prolungati), nè emotivo (litigi, arrabbiature, spaventi…), in particolare per tempi non ragionevoli. In tutte queste situazioni, il nostro organismo reagisce con l’attivazione del sistema nervoso simpatico, cioè quella parte che interviene per ‘prepararci’ a situazioni ‘stressanti’ mediante l’immissione nella circolazione di neurormoni, come la ben nota adrenalina. Questo ormone provoca, fra i vari effetti, un aumento della frequenza cardiaca ed un aumento della pressione arteriosa, che in un individuo affetto da una patologia cardiaca possono risultare deleteri”.

Che tipi di disturbi possono insorgere?

“Diversi, ma sostanzialmente legati alla malattia di cui l’automobilista è già affetto. Per esempio, nel soggetto che soffre di ipertensione arteriosa si potrà verificare un incremento dei valori pressori, nel paziente affetto da cardiopatia ischemica potrebbe verificarsi un attacco di angina pectoris, nel soggetto prono ad avere aritmie, una crisi di palpitazioni”.

Come si possono prevenire e curare?

“Ovviamente l’automobilista (e non solo!) deve eseguire periodiche visite di controllo dal proprio cardiologo che valuterà la necessità di modificare o mantenere certi farmaci. E’ importante che ogni automobilista porti con sè, in particolare per i viaggi prolungati, i farmaci di cui sà di poter aver bisogno”.

Qualche consiglio pratico…

“Per tutti gli automobilisti, cardiopatici e non, è fondamentale ricordare l’importanza della prevenzione delle malattie cardiovascolari. I fattori di rischio noti sono la familiarità, il fumo, il diabete, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione arteriosa. Pertanto è opportuno astenersi dal fumo, eseguire periodici controlli della glicemia e della colesterolemia e della pressione arteriosa. E’ consigliabile eseguire con regolarità attività sportiva e recarsi dal proprio medico curante in caso di comparsa di dolori al petto, mancanza di fiato, palpitazioni o svenimenti”.

Chi è cardiopatico deve adottare particolari accorgimenti alla guida?

“Per i cardiopatici è importante non fare viaggi prolungati, soprattutto in condizioni di stress, eseguire soste programmate e comunque fermarsi in caso di minimi disturbi collegabili all’apparato cardiovascolare”.

I dispositivi elettronici dell’auto possono interagire con il pace-maker o un defibrillatore?

“E’ bene sfatare una paura comune: i dispositivi dell’auto non interagiscono con i pacemaker o il defibrillatore. I pazienti portatori di questi apparecchi devono soltanto dichiarare di esserne portatori all’atto di eventuali controlli da parte di metal detectors in banche e aeroporti”.

C’è qualche consiglio particolare per i pazienti affetti da aritmie?

“La patologia aritmica, fra le patologie cardiache, è una di quelle che può in particolare colpire i giovani e quindi anche giovani automobilisti e motociclisti. Oggi molte aritmie si possono curare definitivamente con un intervento che si chiama ablazione transcatetere e che consiste nella elettrocoagulazione mediante una sonda delle zone del cuore che causano un cortocircuito dell’impulso elettrico e l’insorgenza dell’aritmia cuore”.

 

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