Stai leggendo Fertilità, i residui dei pesticidi su frutta e verdura possono abbassarla?

Alimentazione

Fertilità, i residui dei pesticidi su frutta e verdura possono abbassarla?

24/03/2018

Quando si cerca di concepire non basta smettere di fumare, evitare l’alcol e stare attenti a non assumere cibi crudi se contaminati e non sufficientemente trattati. Un nuovo studio condotto dalla Harvard University di Boston (USA) e promosso dal ‘National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS)’, per la prima volta dimostrato che il consumo di frutta e verdura anche con basse dosi residue di pesticidi comporta una minore probabilità di successo nelle donne sottoposte a trattamenti per infertilità [1].

 

I risultati della ricerca statunitense

Yu-Han Chiu e collaboratori, in uno studio pubblicato su Jama, hanno presentato i risultati dello studio prospettico condotto su 325 donne che hanno completato un questionario sulle abitudini alimentari e sono state quindi sottoposte a 541 cicli di fertilizzazione in vitro nel periodo 2007-2016 ART presso il Massachusetts General Hospital Fertility Center di Boston (USA).

L’equipe di ricercatori dell’ospedale hanno dimostrato un’associazione tra un consumo di frutta e verdura anche con bassi livelli residui di pesticidi e minori possibilità di avere una gravidanza ad esito positivo.

Questo gruppo di donne che avevano completato hanno un questionario dietetico prima di sottoporsi ai trattamenti e che avevano una minore esposizione ai pesticidi erano anche meno esposte al rischio di un’interruzione spontanea della gravidanza, rispetto a quelle che erano state esposte ai livelli più alti di sostanze chimiche antiparassitarie.

Le donne che mangiavano abitualmente frutta e verdura con un maggior presenza di pesticidi avevano il 18 per cento in meno di probabilità di rimanere incinta e il 26 per cento in meno di portarla a termine.

 

I fattori di rischio per chi cerca una gravidanza

Lo studio prende in esame le pazienti infertili sottoposte a cicli di fertilizzazione in vitro e queste conclusioni non sono generalizzabili alle donne che concepiscono spontaneamente, sebbene numerosi studi sperimentali abbiano provato [2] una stretta relazione tra la vita in zone rurali ad alto tasso di inquinamento ed esito della gravidanza.

E’ bene quindi che chi cerca una gravidanza tenga a mente quali sono i fattori che potrebbero più facilmente metterla a repentaglio o rendere difficile il suo inizio, a cominciare dalla dieta.

“I pesticidi sono potenti molecole specificamente progettate per uccidere gli organismi viventi – ha affermato il professor Paolo Emanuele Levi Setti, direttore del dipartimento di chirurgia ginecologica di Humanitas -. Esse comprendono gli insetticidi, rodenticidi, fungicidi, e erbicidi. Più 600 pesticidi chimici e migliaia di formulazioni commerciali sono attualmente sul mercato, e di queste 450 milioni di kg sono applicati ogni anno negli Stati Uniti, di cui il 75% in agricoltura [3]. Lo studio pubblicato su JAMA [1] sull’associazione fra esposizione agli antiparassitari assunti e diminuzione della fertilità femminile è un elegante esempio di uno studio epidemiologico prospettico che utilizza sofisticati marcatori biologici per identificare l’effetto dell’esposizione ai pesticidi sulla salute umana. In questo studio, donne che vengono assistite per un percorso di ricerca di una gravidanza, gli autori hanno trovato che il consumo regolare di frutta e verdura coltivati convenzionalmente, trattati con pesticidi è associato con aumento del rischio di perdita di gravidanza, mentre il consumo di frutta biologica e verdure riducono significativamente il rischio di perdita di gravidanza e aumento della fertilità. Tutti i livelli di pesticidi erano all’interno dei normali livelli di esposizione considerati normali per la popolazione americana.

Quali sono le implicazioni di questo studio? Giunge in un momento in cui più linee di ricerca suggeriscono che la fertilità umana è in declino e che sta aumentando la frequenza di danni al sistema riproduttivo. La conta degli spermatozoi nei paesi occidentali è diminuita del 54% dal 1973, che l’incidenza di malformazioni dei genitali maschili è raddoppiata e i tumori del testicolo sono aumentati del 55% negli Stati Uniti dal 1970 [4]. Questi cambiamenti sono troppo rapidi per essere di origine genetica. Le esposizioni ambientali sono quindi quasi certamente coinvolte. Per essere precisi questo studio non ha la pretesa di affermare che i pesticidi effettivamente causato un aumento degli aborti o una classe di pesticidi responsabili della diminuzione della fertilità femminile.

Le osservazioni fatte in questo studio ci lancia un avviso che il nostro attuale atteggiamento di laissez-faire verso la regolazione di pesticidi è poco opportuno. Non possiamo più permetterci che si supponga che uno spermicida è innocuo fino a quando non si è definitivamente dimostrato di causare un pregiudizio per la salute umana.

I medici come devono rispondere a questi risultati? La risposta è quello di educare. Educare i nostri pazienti circa i pericoli nascosti nell’ambiente moderno e stimolare una riduzione dell’esposizione ove possibile [3]. Vivere nelle nostre città non è certamente salutare, ma a volte la campagna può essere peggio [5]”.

1. Chiu YH, Williams PL, Gillman MW, Gaskins AJ, Mínguez-Alarcón L, Souter I, et al. Association Between Pesticide Residue Intake From Consumption of Fruits and Vegetables and Pregnancy Outcomes Among Women Undergoing Infertility Treatment With Assisted Reproductive Technology. JAMA Intern Med. 2018;178(1):17-26. doi: 10.1001/jamainternmed.2017.5038. PubMed PMID: 29084307; PubMed Central PMCID: PMCPMC5814112.

2. Savitz DA, Whelan EA, Kleckner RC. Self-reported exposure to pesticides and radiation related to pregnancy outcome–results from National Natality and Fetal Mortality Surveys. Public Health Rep. 1989;104(5):473-7. PubMed PMID: 2508175; PubMed Central PMCID: PMCPMC1579951.

3. Landrigan PJ. Pesticides and Human Reproduction. JAMA Intern Med. 2018;178(1):26-7. doi: 10.1001/jamainternmed.2017.5092. PubMed PMID: 29084335.

4. Levine H, Jørgensen N, Martino-Andrade A, Mendiola J, Weksler-Derri D, Mindlis I, et al. Temporal trends in sperm count: a systematic review and meta-regression analysis. Hum Reprod Update. 2017;23(6):646-59. doi: 10.1093/humupd/dmx022. PubMed PMID: 28981654.

5. ACOG. Exposure to toxic environmental agents. Obstet Gynecol. 2013;122(4):931-5. doi: 10.1097/01.AOG.0000435416.21944.54. PubMed PMID: 24084567.

Articoli che potrebbero interessarti

Non perderti i nostri consigli sulla tua salute

Registrati per la newsletter settimanale di Humanitas Salute e ricevi aggiornamenti su prevenzione, nutrizione, lifestyle e consigli per migliorare il tuo stile di vita