“Gravidanza e alcol, bere birra non fa male al feto”, vero o falso?

“Gravidanza e alcol, bere birra non fa male al feto”, vero o falso?

Molte future mamme credono che bere birra in gravidanza non abbia conseguenze sulla salute del feto perché la birra è una bevanda poco alcolica. Vero o falso? L’abbiamo chiesto alla dottoressa Valeria Scolaro, ginecologa dell’ospedale Humanitas.

Falso. Anche se il rischio di danni gravi alla salute del nascituro è stimato attorno al 30-40% delle gestanti che continuano con un forte consumo di alcol in gravidanza, tuttavia se una donna incinta consuma bevande alcoliche, e tra queste anche la birra, il prodotto della metabolizzazione dell’alcol, cioè un metabolita chiamato acetaldeide, giunge direttamente nel sangue del nascituro attraverso la placenta – spiega l’esperta. – Il feto, non essendo in grado di metabolizzare l’alcol come un adulto, viene di conseguenza esposto per un periodo lungo agli effetti tossici di questo metabolita aumentando il rischio di nascere con la sindrome feto-alcolica (FAS), la più grave delle patologie del feto indotte dal consumo di alcol della madre durante la gravidanza. Anche se non è ancora nota la ragione della diversa suscettibilità dei bambini agli effetti dell’alcol, ovvero non sono ancora note le ragioni per cui alcuni bambini esposti all’alcol durante la gravidanza sviluppano FAS e altri no, è importante sapere che le donne, a parità di statura e di quantità di bevande alcoliche consumate hanno una concentrazione di alcol nel sangue maggiore rispetto a quella degli uomini. Questo accade perché le donne sono costituite da una minore percentuale di acqua che dilata i tempi di eliminazione dell’alcol e aumenta così sia la durata dell’esposizione del feto ai suoi effetti, sia il rischio che il proprio bambino nasca con disturbi fisici e psicomotori tipici della FAS quali alterazioni nella crescita e nello sviluppo facciale, oltre a significativi deficit comportamentali e cognitivi. Una prevenzione efficace degli effetti dell’alcol sul feto si raggiungere con l’informazione sia delle donne in età fertile e sessualmente attive che non usano contraccettivi, perchè il consumo di più di 7 bevande alcoliche alla settimana può, in caso di gravidanza non pianificata, portare alla nascita di un bambino affetto da FAS; sia delle donne in gravidanza e dei loro partner sul rischio rappresentato dall’alcol per il nascituro; e infine del medico che, grazie al riconoscimento immediato del problema può intervenire con cure tempestive per permettere al feto di svilupparsi in modo sano, anche nel caso in cui sia già stato esposto a grandi quantità di alcol.”