Attività fisica, in palestra dopo uno spuntino o a stomaco vuoto?

Prima di indossare le scarpe da ginnastica è bene consumare un breve pasto o è meglio sudare a stomaco vuoto? Una domanda che tanti sportivi si saranno posti almeno una volta prima di metter piede in palestra e ora una nuova ricerca sembra propendere per la seconda ipotesi. A digiuno l’attività fisica sarebbe più efficace. Ne parliamo con la professoressa Daniela Lucini, responsabile della Sezione di Medicina dell’Esercizio di Humanitas.

Un team di ricercatori della University of Bath (Regno Unito) ha condotto dei test allo scopo di indagare gli effetti dell’esercizio fisico a stomaco vuoto o a stomaco pieno sull’espressione di alcuni geni nel tessuto adiposo. Hanno coinvolto 10 volontari in salute e sovrappeso che in due sessioni di allenamento hanno camminato per 60 minuti al 60% del massimo consumo di ossigeno una volta a stomaco vuoto e una volta due ore dopo aver gustato una colazione molto calorica ricca di carboidrati.

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Dalle analisi effettuate dopo i due test fisici è emerso come l’espressione di due geni del tessuto adiposo (PDK4 e HSL) divergesse significativamente. In particolare aumentava in caso di digiuno e diminuiva in caso di attività fisica dopo aver mangiato. L’aumento dell’espressione genica del primo gene indica tendenzialmente che il grasso immagazzinato viene usato per sostenere il metabolismo; l’altro gene è più attivo quando il tessuto adiposo utilizza l’energia immagazzinata per far fronte all’incremento di attività fisica.

Glucosio, tessuto adiposo ed esercizio fisico

Secondo i ricercatori, dopo aver mangiato, il tessuto adiposo è come se fosse impegnato a “rispondere” al pasto pertanto l’esercizio non stimolerà gli stessi benefici cambiamenti a cui va incontro in caso di esercizio fisico a pancia vuota. La ricerca è stata pubblicata su American Journal of Physiology – Endocrinology and Metabolism.

(Per approfondire leggi qui: Lo sai che l’attività fisica non fa solo bruciare calorie?)

«Una risposta chiara e definitiva non c’è», premette la professoressa Lucini. «Possiamo però considerare diversi elementi anche alla luce di quanto suggerisce lo studio. Il principio di base è che, per sostenere lo sforzo fisico che si compie facendo attività, o si sfrutta il glucosio che è in circolo o si vanno a intaccare le riserve di grasso ma solo dopo aver esaurito il primo. Se si è appena mangiato, soprattutto un pasto ricco di carboidrati come nel caso dello studio inglese, si avrà tanto glucosio a disposizione e non si intaccheranno le riserve. La conseguenza logica sarebbe allora di fare attività fisica a digiuno, ma sul punto non ci sono ancora dati conclusivi».

Dal laboratorio alla vita quotidiana, cosa è più indicato?

«Di sicuro è bene evitare di fare movimento dopo un pasto abbondante, soprattutto di carboidrati. L’ideale sarebbe consumare un pasto leggero non molto tempo prima di andare a fare attività fisica: un frutto o uno snack integrale possono andar bene, meglio evitare prodotti con farine raffinate. Di certo ci sono individui che devono prestare particolare attenzione: i pazienti diabetici per esempio o i bambini dovrebbero evitare di fare esercizio fisico completamente a digiuno», sottolinea la specialista.