Incontinenza, meno caffè e ginnastica per muscoli pelvici possono aiutare

Molte donne colpite ma non tutte inclini a rivolgersi al medico. L’incontinenza urinaria è uno dei disturbi più comuni nel sesso femminile, in particolare in età avanzata, tuttavia, non sempre, alla presenza dei sintomi segue una diagnosi e dunque un trattamento. I rimedi, invece, ci sono e sono efficaci, a cominciare dalla variazione dello stile di vita, come spiega la dottoressa Luisa Pasini, urologo di Humanitas.

L’incontinenza

Circa la metà delle donne in età adulta può essere interessata dall’incontinenza urinaria, ovvero dalla perdita involontaria di urina. La sua incidenza nel sesso femminile è doppia rispetto a quella nel sesso maschile. L’incontinenza da stress e l’incontinenza da urgenza sono le due forme più comuni di questo disturbo a carico dell’apparato uro-genitale. Nel primo caso la perdita di urine è causata da un aumento di pressione sulla vescica: da un colpo di tosse, da uno starnuto o dallo sforzo sostenuto durante l’attività fisica. Con l’incontinenza da urgenza, invece, si perde il controllo neurologico involontario sulla vescica e si avverte un improvviso e forte bisogno di urinare spesso seguito dalla perdita involontaria di urine.

(Per approfondire leggi qui: Incontinenza da stress e bassi livelli di testosterone, quale relazione?)

Le donne sono più esposte al rischio di incontinenza da stress per via dell’indebolimento del tono muscolare del pavimento pelvico che non riesce a “supportare” la vescica; il parto è una delle possibili cause di questo indebolimento.

Una donna su quattro cerca un trattamento

Secondo una revisione condotta dalla University of California San Diego (USA) e pubblicata sulla rivista scientifica Jama, solo il 25% delle donne interessate da incontinenza urinaria si rivolge al medico. L’imbarazzo è spesso un ostacolo per le donne che presentano questo disturbo.

L’invito è invece quello di contattare il proprio medico se si dovesse avere esperienza di perdite di urine perché prima si arriva a una diagnosi prima si può definire un trattamento risolutivo. L’incontinenza urinaria non trattata – ricordano gli autori della ricerca – è associata infatti a un maggior rischio di caduta e di fratture, di disturbi del sonno, di depressione e di infezioni del tratto urinario.

Quali variazioni dello stile di vita dovrebbe mettere in atto una donna in caso di incontinenza urinaria? «La perdita di peso, evitare l’eccessiva assunzione di liquidi, ridurre l’assunzione del caffè e smettere di fumare, andare a urinare a brevi intervalli», risponde la dottoressa Pasini.

Farmaci e altri presìdi

Anche la terapia per il pavimento pelvico può rivelarsi vantaggiosa: «La riabilitazione del pavimento pelvico – continua la specialista – è molto utile per l’incontinenza urinaria da sforzo modesta, meglio se insegnata inizialmente da esperti fisioterapisti per la complessità iniziale di comprensione di quale sia la muscolatura corretta da coinvolgere».

(Per approfondire leggi qui: Osteoporosi, incontinenza urinaria ko con l’esercizio fisico)

Infine è possibile ricorrere anche alla terapia farmacologica: «La terapia farmacologica è utile nell’incontinenza urinaria da urgenza, la categoria di farmaci coinvolta è quella degli anticolinergici (controindicazione assoluta il glaucoma) controllando i più comuni effetti collaterali come stitichezza e secchezza delle fauci. Per le donne in menopausa è utile anche l’applicazione locale di estrogeni a basse dosi (creme/ovuli)».

«Una volta diagnosticato correttamente il tipo di incontinenza e fallite le prime misure conservative, le donne vanno indirizzate allo specialista per il trattamento più adeguato. Per l’incontinenza da urgenza si può arrivare a trattamenti più complessi come  la neuromodulazione o le instillazioni endovescicali con la tossina botulinica. Così come per l’incontinenza da sforzo si può ricorrere alla correzione chirurgica del deficit», conclude la dottoressa Pasini.