Cisti di mano e polso, quando bisogna intervenire chirurgicamente?

Una cisti può formarsi in diversi punti del corpo compresi mano e polso. In alcuni casi è solo un problema estetico in altri, invece, la presenza di una cisti può limitare la funzionalità della mano e rendere necessario l’intervento del chirurgo. In nessun caso bisogna affidarsi al fai da te, come spiega la dottoressa Luciana Marzella, Aiuto della U.O. Chirurgia della Mano di Humanitas.

Cosa sono le cisti

Non tutte le cisti sono uguali: «Le cisti della mano o del polso – spiega la specialista – sono raccolte localizzate di liquido sinoviale. Sono tumefazioni che possono creare disagio estetico ma anche funzionale se in una sede che impatta sul movimento. Le cisti possono essere paratendinee, quando si creano per infiammazione di uno o più tendini, o articolari quando il peduncolo di origine proviene da un’articolazione».

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«Spesso le cisti articolari sono manifestazioni secondarie di una lesione di un legamento o di una alterazione dell’articolazione, come avviene nelle cisti mucoidi che si formano sulla superficie dorsale di articolazioni artrosiche. È per questo importante eseguire non solo una ecografia ma anche una radiografia della mano o dito interessato dalla cisti». Tra i fattori predisponenti ci sono dunque «l’iperlassità legamentosa, la lesione di un legamento, l’artrosi o le tendiniti».

Niente diagnosi autonome

In presenza di un’alterazione che possa far pensare a una cisti bisogna sempre rivolgersi al medico: «Il sospetto di cisti deve essere posto da un chirurgo della mano, non può essere il paziente ad autodiagnosticarsi una cisti – sottolinea la dottoressa Marzella – perché può accadere che si tratti di patologie di altra natura che vengono scambiate per cisti (lipomi, tumori benigni di vario genere o maligni). Pertanto se vi è un sospetto clinico, o in sede intraoperatoria si riscontra una formazione diversa dal liquido gelatinoso che costituisce la cisti, si esegue un esame istologico che permette la diagnosi definitiva della struttura asportata».

Come si interviene?

Il bisturi non sempre sarà necessario: «Se la cisti non è legata ad alcuna patologia ma si è formata per un evento traumatico o una tendinite che ha comportato iperproduzione di liquido sinoviale con successiva risoluzione del problema e scomparsa del dolore, può rappresentare un problema solo estetico pertanto si può non intervenire. In molti di questi casi si riassorbe spontaneamente. Se invece è presente da tempo, si associa a dolore e limitazione funzionale, dopo aver eseguito esami preoperatori si può rimuovere chirurgicamente», ricorda l’esperta.

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«Le cisti non vanno mai aspirate o bucate perché possono causare infezioni articolari profonde. Se si opta per il trattamento è meglio eseguire un’asportazione chirurgica open o artroscopica. L’asportazione artroscopica si associa anche ad una valutazione diretta delle superfici articolari ed ad una diagnosi più corretta dell’origine della cisti». In ogni caso, «indipendentemente dalla tecnica chirurgica, – conclude la dottoressa Marzella – le cisti hanno un 30% di recidiva, tasso che aumenta se si associano ad altre patologie».