La rinascita dopo il tumore, perché guarire si può

L’isola della rinascita”: è questo il titolo dell’evento che si terrà sabato 23 settembre presso l’Isola dei cipressi al Lago di Pusiano, in provincia di Lecco.

Un evento che è una festa, la festa di compleanno di Sofia, una donna, una moglie, una madre, un’insegnante, una paziente. La vita di Sofia Medè Repaci, quarantottenne di origini padovane ma residente nel milanese, è stata stravolta dal tumore al seno, per il quale è stata operata quattro anni fa in Humanitas. Ma “il tumore è stato un’occasione”, racconta Sofia, “un’occasione che mi ha permesso, una volta fuori dall’inferno, di guardare la vita in un modo diverso e di riscoprire e lasciare libere parti di me che prima della malattia erano presenti, ma imbrigliate”.

La diagnosi, la radioterapia e la chemioterapia, un momento delicato in famiglia, “un inferno durato tre anni”, e poi la guarigione e la rinascita, come la chiama Sofia.

Una storia, un libro

Sofia ha scritto un libro “Riveder le stelle – Storie di Humanitas”, un libro che non parla solo della malattia, ma che parla della vita: “È la mia vita, che da quell’anno zero è ripartita. Sono stati anni duri, il tumore, il licenziamento di mio marito, la sua malattia e poi la necessità di abilitarmi per l’insegnamento. Sono stati anni di dolore, stanchezza, fisica e mentale, paura, ma anni in cui ho anche studiato e insegnato ed è stata proprio la cultura a salvarmi, a tenermi viva; oltre naturalmente all’affetto di mio marito, dei miei figli, di mia madre, dei miei amici e dei miei studenti.

La scrittura è stata catartica, liberatoria, ma anche terapeutica; mi ha aiutata a liberarmi delle paure, a ritrovarmi, a far riemergere ricordi, a riscoprirmi”.

Un nuovo stile di vita

Il cambiamento è stato profondo e ha toccato anche lo stile di vita: “Ho iniziato a mangiare meglio, a muovermi di più e a fare sport, a prendermi maggiormente cura del mio corpo, verso il quale prima della malattia non avevo così attenzione”.

Un corpo riscoperto, anche nella femminilità. E così il nuovo mondo di Sofia è fatto anche di un bel vestito da indossare per sentirsi belle, “io che prima mettevo i jeans finché non si bucavano”, ride Sofia. Una bellezza che è uno star bene con se stesse, che è frutto dell’amore per sé e per il proprio corpo, di un nuovo sguardo, ancora una volta.

Perché una festa

Il 17 settembre Sofia compirà 48 anni e per sabato 23 settembre ha organizzato “L’isola della rinascita”, una festa che approda sull’Isola dei Cipressi, al Lago di Pusiano. “Un’isola che è anche metafora di viaggio, avventura, approdo, luogo da cui ripartire”, sottolinea Sofia. Un evento in cui musica, parole, natura e moda si incontrano: un’attrice leggerà alcuni passi del libro di Sofia, un musicista accompagnerà con le musiche da lui composte la sfilata degli abiti della stilista Sabrina Frigoli, indossate da Sofia, da sua figlia e dalle sue studentesse, il tutto nella splendida cornice dell’Isola dei cipressi.

Parte del ricavato della giornata sarà devoluto a Fondazione Humanitas per la Ricerca scientifica, alla quale Sofia devolve anche il ricavato delle vendite del suo libro.

Il tumore al seno oggi

All’incontro sarà presente anche il dottor Alberto Testori, chirurgo toracico e direttore associato della Breast Unit in Humanitas, a cui è stato dedicato il libro. Con il suo contributo facciamo il punto sul tumore al seno.

“Nel 2017 si è registrato un aumento dei casi in Italia, siamo arrivati a circa 50mila; ormai una donna su 7 è destinata a sviluppare un tumore al seno nel corso della vita. Questa neoplasia si colloca ancora al primo posto nei tumori femminili.

L’aumento dei casi si affianca però anche all’aumento delle guarigioni. Questo è dovuto sia a un riscontro sempre più precoce della neoplasia, sia alla disponibilità di nuovi farmaci, che hanno modificato significativamente la malattia in termini di sopravvivenza. Le cause sono legate a fattori ambientali, e dunque allo stile di vita, ma anche a una componente genetica ed ereditaria”, spiega il dottor Testori.

 

Diagnosi precoce e nuovi farmaci

“Grazie agli esami di screening siamo in grado di individuare il tumore in fase iniziale, con un aumento importante delle percentuali di guarigione. È poi aumentata la consapevolezza dell’importanza della prevenzione: sono molte le donne tra i 30 e i 40 anni che si sottopongono annualmente a ecografia mammaria, così come quelle che dopo i 40 eseguono ogni anno la mammografia. Permangono purtroppo alcuni squilibri tra Nord e Sud Italia, su cui è importante lavorare.

Un ruolo fondamentale riveste poi la ricerca, che ci ha permesso di avere a disposizione nuovi farmaci biologici, in grado di contrastare la malattia e di rendere la terapia sempre più personalizzata, a beneficio delle pazienti”, ha concluso il dottor Testori.