Vaginosi batterica, un aiuto dai probiotici?

Com’è noto nel nostro organismo vivono milioni di specie batteriche. Quando il loro equilibrio si altera possono sorgere dei disturbi come, ad esempio, la vaginosi batterica. Come per i disturbi gastrointestinali, per ripristinare l’equilibrio ormai compromesso, è possibile assumere dei probiotici anche per la vaginosi? L’abbiamo chiesto alla dottoressa Annamaria Baggiani, Responsabile del Servizio di Infertilità Femminile e Procreazione Medicalmente Assistita di Humanitas Fertility Center.

L’ambiente vaginale ha un pH acido. Questa condizione aiuta a impedire la proliferazione di batteri nocivi e mantiene i livelli di lattobacilli (batteri benefici che proteggono l’ambiente). L’equilibrio del pH vaginale può essere influenzato da alcuni fattori quali il flusso mestruale, l’assunzione di antibiotici, l’igiene eccessiva, l’utilizzo di uno IUD (dispositivo intrauterino), lo sperma. Se il pH si modifica si può verificare un eccessivo sviluppo di organismi anaerobi che sostituiscono i normali lattobacilli, provocando la vaginosi batterica. Le donne in età riproduttiva, tra i 15 e i 44 anni, sono la categoria più esposta al rischio. In molti casi l’infezione è asintomatica ma possono manifestarsi sintomi come secrezioni vaginali di colore chiaro, un forte cattivo odore, soprattutto dopo un rapporto sessuale, più raramente dolore, prurito e bruciore durante la minzione.

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Le cause della vaginosi batterica non sono del tutto note così come non è stato completamente compreso il suo legame con l’attività sessuale. Tuttavia è stata rilevata una maggiore incidenza di questa infezione nelle donne con molti partner. La vaginosi batterica può andare incontro a recidiva e se non viene trattata può dar vita delle complicazioni. Ad esempio, se sorge durante la gravidanza, può aumentare il rischio di aborto spontaneo o di parto prematuro.

È importante preservare l’equilibrio dei batteri

«Esistono detergenti con formulazioni specifiche adatti a detergere e proteggere le parti intime e preservare l’equilibrio del pH», ricorda la dottoressa Baggiani. «Infatti il profumo e gli agenti chimici contenuti nei normali detergenti per l’igiene del corpo sono solitamente troppo forti per le parti intime, che sono delicate».

«Ma sono importanti anche alcuni accorgimenti utili a prevenire le recidive quali eseguire la pulizia intima detergendosi e sciacquandosi sempre dall’alto verso il basso, in modo da non trascinare i batteri intestinali, presenti nella zona anale, verso la vagina e l’uretra; asciugare l’area vaginale dopo la detersione, cambiare frequentemente gli assorbenti (interni o esterni) durante la mestruazione o cambiare la biancheria intima dopo aver nuotato o fatto sport».

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A proposito di batteri, è possibile assumere dei probiotici prima, durante o dopo il trattamento? «Esistono dei prodotti da utilizzare a livello locale sottoforma di ovuli, candelette o gel che aiutano a regolare l’equilibrio del pH in modo da eliminare gli odori sgradevoli e le secrezioni anomale, di limitare lo sviluppo dei batteri nocivi e sostenere i lattobacilli. Ma è anche buona norma utilizzare degli integratori a base di probiotici per via orale che contengono diversi ceppi di lattobacilli. Studi clinici dimostrano infatti che l’assunzione di probiotici riduce e mantiene basso il pH vaginale e determina un aumento della conta di lactobacilli vaginali», conclude la specialista.