Disturbi del sonno, ci sono delle differenze tra uomini e donne?

Donne più “sonnolente”, uomini più russatori. I disturbi del sonno interesserebbero in modo diverso i due sessi, suggeriscono dei ricercatori di SleepGP, una clinica del sonno di Coolangatta (Australia). In particolare le donne avrebbero maggiore difficoltà a dormire di notte mentre negli uomini sarebbe più frequente la tendenza a russare in modo significativo. Il commento del dottor Vincenzo Tullo, specialista neurologo e responsabile dell’ambulatorio sulle cefalee di Humanitas.

Per valutare la relazione tra il genere e i disturbi del sonno i ricercatori hanno condotto uno studio retrospettivo su 744 pazienti che si erano rivolti al medico per ricevere assistenza lamentando dei disturbi del sonno. I pazienti avevano risposto a dei questionari sulle proprie abitudini notturne.

È emerso che le donne avevano più probabilità di riferire una maggiore difficoltà a dormire di notte, manifestando maggiore sonnolenza diurna, una più rilevante difficoltà a concentrarsi e a ricordare informazioni. Tutti sintomi associati alla sonnolenza e alla stanchezza.

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Di contro, invece, il russamento, tale per cui il partner era costretto a dormire in un’altra stanza, era più frequente tra gli uomini piuttosto che tra le donne. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Journal of Clinical Sleep Medicine.

Insonnia, uomini e donne

«L’insonnia è più frequente nelle donne dopo i 50 anni con un rapporto di tre a uno. Questo perché mentre la donna fertile produce ormoni (i progestinici) che hanno un importante potere ipnotico, con la menopausa questa protezione viene a mancare generando più facilmente che nei maschi una riduzione del sonno. Quando l’insonnia dura più di un mese diventa cronica – in una persona su dieci – e richiede un intervento terapeutico», spiega il dottor Tullo.

Per entrambi i sessi, però, l’insonnia è un disturbo dannoso «sia per la salute fisica che mentale. Può favorire l’insorgenza di stati patologici quali l’ipertensione arteriosa, l’obesità e il diabete; può abbassare la tolleranza al dolore e può generare disturbi psicologici (ansia e depressione)».

Sono diverse le possibili cause dell’insonnia

Possono portare a insonnia «l’assunzione di sostanze, il jet-lag, situazioni psicologiche stressanti, il dolore, le malattie psichiatriche, internistiche e neurologiche, le cattive abitudini alimentari; ci sono anche le insonnie di origine ambientale. Recenti studi scientifici hanno evidenziato che l’insonnia sarebbe almeno in parte dovuta a una mutazione genetica che modificherebbe i ritmi circadiani allungando di circa 2-3 ore il tempo in cui si rimane svegli. Infine, sempre di recente, è stato dimostrato che l’insonnia condivide spesso il patrimonio genetico con altri disturbi quali la sindrome delle gambe senza riposo, i disturbi d’ansia e la depressione».

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Un altro disturbo del sonno riguarda invece più gli uomini che le donne: «È la sindrome delle apnee del sonno che può svilupparsi in caso di sovrappeso e non solo. La sua incidenza è del 2% della popolazione femminile e del 4% di quella maschile. Si tratta di una condizione caratterizzata da pause nella respirazione durante il sonno dovute all’ostruzione parziale o totale delle prime vie aeree. L’interruzione temporanea della respirazione causa una riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue e un risveglio immediato. I pazienti lamentano una sonnolenza diurna e un’alterazione delle performance psico-fisiche», conclude il dottor Tullo.