Crohn.it: Silvio Danese in diretta web

Il Centro di Ricerca per le malattie infiammatorie croniche intestinali di Humanitas apre le porte al web.

Crohn.it, sito nato dalla volontà di un gruppo di pazienti affetti da IBD e dai loro familiari, organizza infatti un videoforum direttamente da Humanitas, lunedì 13 settembre, dalle 18 alle 20.

Il dott. Silvio Danese, responsabile del Centro, il dott. Antonino Spinelli e l'infermiera Orsola Sociale risponderanno alle domande degli utenti in diretta.
 

Video forum di Crohn.it in diretta da Humanitas, per parlare di morbo di Crohn e malattie infiammatorie croniche intestinali. Appuntamento lunedì 13 settembre alle 18.

Il Centro di Ricerca per le malattie infiammatorie croniche intestinali di Humanitas apre le porte al web in occasione del videoforum organizzato da Crohn.it, sito nato dalla volontà di un gruppo di pazienti affetti da IBD e dai loro familiari. Il professor Silvio Danese, responsabile del Centro, il dott. Antonino Spinelli e l’infermiera Orsola Sociale risponderanno alle domande degli utenti in diretta, lunedì 13 settembre, dalle 18 alle 20.
Le malattie infiammatorie croniche intestinali (in inglese “IBD”, inflammatory bowel disease), comprendono il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa. Si calcola che nel mondo più di 4 milioni di persone siano oggi affette da queste patologie, e circa 200 mila solo in Italia. Negli ultimi 10 anni la diagnosi di nuovi casi e il numero di ammalati sono aumentati di circa 20 volte. Le IBD colpiscono con la stessa frequenza i due sessi, con un esordio clinico che in genere si colloca fra i 15 e i 45 anni.

“Le malattie infiammatorie croniche dell’intestino – spiega il professor Silvio Danese – hanno sintomi altamente invalidanti che possono pregiudicare la vita sociale di chi ne è affetto. Sono patologie di cui si parla poco, e raramente un paziente ne discute in pubblico proprio per evitare imbarazzo. Per questo il mondo di internet gioca un ruolo chiave: parlare on-line del proprio stato di salute aiuta il paziente a condividere informazioni su diagnosi, terapie e ricerca. Ma non solo, lo aiuta anche a condividere il proprio stato d’animo nel percorso di cura”.

A cura di Alessio Pecollo