Ipertensione, più omega 3 per prevenirla?

Raw salmon fillet on a wooden cutting board

Una dieta ricca di omega 3 contro il rischio di ipertensione. Più salmone, noci, tonno e olio vegetale come quello di lino aiuterebbero a controllare la pressione arteriosa anche in soggetti sani, giovani adulti. È la conclusione di uno studio presentato all’ultima sessione scientifica dell’American Heart Association negli Stati Uniti e condotto da un ricercatore della University of Zurich e del Cantonal Hospital di Baden (Svizzera).

Lo studio ha considerato i dati relativi a 2036 individui. I partecipanti sono stati divisi in quattro gruppi in base al livello di grassi omega 3 riscontrato nel sangue. Degli individui sono stati misurati i valori della pressione arteriosa. È emerso che nell’insieme di individui con i maggiori livelli di omega 3, i valori di pressione arteriosa sia minima che massima erano ridotti rispetto al gruppo che presentava i livelli più bassi di omega 3.

In particolare la pressione sistolica (la “massima”) era circa 4 mm Hg più bassa e quella diastolica (la “minima”) 2 mm Hg più bassa.

Omega 3, non solo pesce

L’American Heart Association raccomanda di consumare pesce due volte a settimana. Diverse specie di pesce assicurano un buon apporto di omega 3, acidi grassi essenziali, in particolare specie più “grasse”: salmone, sgombro, sardine, trota, tonno, aringhe. Ma questi grassi sono presenti nei semi e nell’olio di lino, nelle noci e nella soia.

(Per approfondire leggi qui: Cuore e arterie al sicuro con gli omega-3. In quali cibi si trovano?)

«Sicuramente l’apporto di acidi grassi omega 3 ha un effetto benefico sulla salute cardiovascolare», commenta la dottoressa Maddalena Lettino, responsabile dell’Unità operativa di Cardiologia dello Scompenso dell’ospedale Humanitas. «Studi clinici, prospettici e randomizzati hanno dimostrato come la supplementazione di omega 3 fosse associata a una prognosi cardiovascolare migliore. Lo stesso effetto è ipotizzabile se gli omega 3 vengono assunti con la dieta».

«Tuttavia, alla luce dei dati presentati dallo studio in questione, non si può concludere in termini di rapporto causa/effetto tra la riduzione dei valori della pressione arteriosa e il maggior apporto di omega 3. La popolazione coinvolta nello studio è comunque formata da soggetti piuttosto giovani e in salute che probabilmente seguivano uno stile di vita tendenzialmente più salutare. Sarà possibile comprendere meglio l’interazione tra pressione sanguigna e omega 3 solo con dati più approfonditi», conclude la specialista.

(Per approfondire leggi qui: Cuore, basta scegliere i grassi giusti: bene salmone e noci)

Guardando alla tavola i consigli per la prevenzione dell’ipertensione restano quelli di non eccedere con l’apporto di sale, di bere alcolici con moderazione e di seguire una dieta equilibrata che prevenga l’aumento di peso corporeo.