Ipocondriaci: maggior rischio di attacchi cardiaci?

Chi si preoccupa troppo e in maniera ingiustificata per la propria salute correrebbe un rischio aumentato di ammalarsi. Secondo uno studio dell’Università di Bergen (Norvegi) pubblicato su BMJ Open, l’ipocondria sarebbe infatti associata a maggiori probabilità di sviluppare malattia cardiaca.

I ricercatori hanno valutato i dati relativi a 7052 individui con età media pari a 43 anni. I soggetti hanno risposto a due questionari su salute e stili di vita ed effettuato un check-up. Grazie a un particolare strumento (il Whiteley Index) il team ha valutato anche in quale misura gli individui potessero essere affetti da ipocondria o disturbo d’ansia per la salute. Dalla ricerca sono stati esclusi tutti coloro che avessero ricevuto un trattamento, o fossero deceduti, per cardiopatia ischemica entro un anno dall’ingresso nello studio.

In un follow up di 7 anni il 3,3% del campione è stato colpito da un evento ischemico (infarto o episodio di angina pectoris). La percentuale di persone colpite era doppia tra gli ipocondriaci rispetto a chi aveva invece ottenuto un punteggio inferiore al Whiteley Index: oltre il 6% nel primo gruppo contro il 3% nel resto del campione. Il legame tra disturbo d’ansia e rischio di malattia cardiaca restava valido anche dopo aver considerato i noti fattori di rischio cardiovascolare (obesità, fumo di sigaretta, ipertensione, diabete e ipercolesterolemia).

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Tra gli ipocondriaci le probabilità di sviluppare malattia cardiaca erano maggiori del 73% rispetto a chi non lo fosse. I ricercatori hanno riscontrato anche una correlazione dose/risposta tra disturbo d’ansia e rischio cardiovascolare: più alto era stato il punteggio ottenuto al Whiteley Index, maggiore il rischio di sviluppare malattia cardiaca.

Spesso l’ansia si accompagna ad altri fattori di rischio per la salute del cuore

Lo studio presenta alcune limitazioni, come sottolineano gli stessi ricercatori. Lo studio è osservazionale, pertanto non si può concludere in termini di causa/effetto; inoltre il disturbo d’ansia per la salute spesso è presente assieme ad altre condizioni come la depressione o l’ansia generalizzata rendendo difficile isolare gli effetti di ciascuna condizione sulla salute del cuore.

Lo sottolinea anche la dottoressa Maddalena Lettino, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia dello Scompenso dell’ospedale Humanitas: «L’ansia può accompagnarsi ad altre malattie o alla presenza di altri fattori di rischio per la salute cardiovascolare. Lo ricordano gli autori dello studio che hanno infatti tenuto conto di fattori come il diabete, la dipendenza dal fumo di sigaretta. Tuttavia è arduo separare l’effetto di queste condizioni da quella dell’ansia».

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«Sebbene tutte le patologie neuropsichiatriche siano state in qualche modo collegate alla malattia cardiaca, non si riesce comunque a identificare un’associazione indipendente ed esclusiva di queste patologie con la salute cardiovascolare. Lo studio va in questa direzione senza aggiungere nuovi elementi offrendo, peraltro, evidenze non molto forti da un punto di vista statistico. Un follow up più lungo di decine di anni potrebbe offrire qualche elemento in più per interpretare meglio questa relazione», conclude la specialista.