Cervello, prestazioni diverse a seconda delle stagioni?

Il cervello “funziona” diversamente durante l’anno? Un team di ricercatori dell’Università di Liegi (Belgio) ha pubblicato uno studio su Pnas in cui il cervello viene descritto come un organo sensibile ai cambiamenti stagionali. In autunno la memoria sembra essere più forte, in estate invece si è più attenti, ad esempio.

Lo studio è stato condotto su 28 persone, di giovane età e in salute. Ai partecipanti è stato chiesto di svolgere alcuni test per valutare le prestazioni cognitive in diversi periodi dell’anno. Ogni volta, per quasi 5 giorni, i volontari hanno eseguito questi test in laboratorio. Dopo ogni periodo d’isolamento, gli scienziati hanno valutato la loro attività cerebrale attraverso la risonanza magnetica funzionale.

(Per approfondire leggi qui: Cervello, uomini e donne a confronto: è proprio lo stesso organo?)

Ebbene, è stato visto che le performance rimanevano costanti durante tutto l’anno. Tuttavia, a seconda della particolare stagione dell’anno, erano diversamente estese le aree cerebrali impiegate di volta in volta dai volontari. Così gli scienziati hanno visto, ad esempio, come a giugno, proprio intorno all’inizio dell’estate, la loro attenzione sembrasse particolarmente acuta, mentre in inverno, verso metà dicembre, era più sopita. La memoria a breve termine, invece, era più forte in autunno mentre intorno all’equinozio di primavera si assestava a valori più bassi.

L’efficienza del nostro cervello cambierebbe con le stagioni

Si può concludere dunque che l’alternanza delle stagioni può influire sulle capacità cerebrali? Il cervello, insomma, cambia con le stagioni? Risponde il professor Giuseppe Scotti, neuroradiologo dell’ospedale Humanitas. «È una ricerca iniziale, eseguita su un numero limitato di persone e che ha valutato alcune prestazioni come quelle dell’attenzione e della critica e della creatività, prestazioni che sembrano essere maggiori in un periodo dell’anno rispetto a un altro».

«In ogni caso lo studio ci dice due cose: che lo strumento della risonanza magnetica è efficace addirittura per valutare questo tipo di attività cerebrale, un’attività particolare e complessa, e che in effetti la percezione che la nostra efficienza possa cambiare con le stagioni probabilmente ha un substrato anatomico e fisiologico».

(Per approfondire leggi qui: Cervello, con un ricordo traumatico si guarda il mondo diversamente)

Il tempo sarebbe dunque un fattore rilevante per il funzionamento del cervello. E proprio il tempo è il tema dell’edizione del 2016 della Settimana del Cervello, in programma dal 14 al 20 marzo. All’iniziativa aderiscono la Società italiana di Neurologia e l’ospedale Humanitas.

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