“Io non corro solo”: dallo sport un contributo alla ricerca scientifica

Continua l’avventura di Alberto che “non corre solo” ma lo fa con il sostegno di tutti. E forse tutti dovrebbero prendere esempio da lui. Scarpini ai piedi, un numero incollato sul petto e tanto fiato nei polmoni, di chilometri ne ha macinati: al 4 ottobre sono 4200, per la precisione. Alberto Mosca è un podista di Biella che ha deciso di aiutare con la sua passione la ricerca scientifica: è uno delle decine di iscritti all’iniziativa “Io non corro solo. Sfida di beneficenza”. I km percorsi di corsa, in bici, in acqua o con i pattini, i gol segnati e i canestri centrati diventano finanziamenti per la ricerca. Ogni partecipante sceglie l’ente o l’associazione a cui donare il corrispettivo in denaro degli obiettivi centrati: lui ha scelto Fondazione Humanitas per la Ricerca.

(Per approfondire leggi qui: Io non corro solo, l’avventura continua)

5 centesimi di euro per ogni chilometro corso nel 2015 in maratone nazionali e internazionali è la formula seguita da Alberto. Lo sportivo è reduce dalla maratona di Richmond Park a Londra ed è pronto a partire per l’Olanda: il prossimo 18 ottobre è in programma la maratona di Amsterdam.

È il secondo anno che Alberto corre per Humanitas. Nel 2014 il suo contributo ha finanziato la ricerca sul cancro, quest’anno ha deciso invece di donare i suoi chilometri alle malattie cardiache. “Io non corro solo”, ideato da Matteo Raimondi, è giunto alla quarta edizione.

(Per approfondire leggi qui: Runner per la ricerca di Humanitas)

«“Io non corro solo” è una sfida di beneficenza sportiva dove chi corre, cammina, nuota, pedala può farlo non solo per sé ma per chi è meno fortunato, dando un senso più alto alla propria passione sportiva».

«Per tutti gli sportivi, appassionati e non, fate anche voi la vostra piccola sfida personale! Un piccolo impegno personale per la ricerca, un grande aiuto di Humanitas per tutti noi!», è l’invito di Alberto Mosca.