Alla ricerca di NEMO, messaggero speciale dell’intestino

Scoperta la proteina coinvolta nella patogenesi della malattia di Crohn e colite ulcerosa. Ruolo chiave nell'infiammazione intestinale.

Riconosce e combatte i batteri presenti nella flora intestinale prevenendo malattie infiammatorie croniche diffuse come malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa. Si chiama NEMO ed è una proteina presente nell’epitelio dell’intestino in grado di mettere in allerta la cellula contro i batteri e che funziona come efficace scudo naturale.
La scoperta pubblicata su Nature in un articolo dal titolo “Epithelial NEMO links innate immunity to chronic intestinal inflammation” è frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori guidati da dalla dott.ssa Arianna Nenci, ricercatrice presso il Mouse Biology Unit dell’EMBL di Monterotondo, e dal dott. Manolis Pasparakis dell’Istituto di Genetica dell’Università di Cologne (Germania) in collaborazione con il professor Silvio Danese, medico-ricercatore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia dell’Istituto Clinico Humanitas, il Laboratorio di Immunologia Clinica dell’Università di Mainz (Germania) e il Center for Organogenesis dell’Università del Michigan (USA).
Le malattie infiammatorie croniche intestinali come la malattia di Crohn e la colite ulcerosa si manifestano in modo diverso da paziente a paziente per sintomi, decorso clinico ed impatto sulla qualità di vita di chi ne è affetto. Sono malattie a causa sconosciuta: l’ipotesi patogenetica prevalente è quella di una reazione immunologica abnorme da parte dell’intestino nei confronti di antigeni, per esempio batteri normalmente presenti nell’intestino. Questo squilibrio immunologico può instaurarsi per un’alterata interazione tra fattori genetici propri dell’individuo e fattori ambientali. Lo studio ha dimostrato che in assenza dello scudo NEMO, la barriera intestinale risulta alterata e i batteri possono entrare.

L’azione di NEMO è direttamente implicata anche nella azione patogenica della molecola TNF (Tumor Necrosys Factor), presente nella mucosa intestinale e citochina chiave nei processi infiammatori.
Spiega il professor Silvio Danese, dell’Unità Operativa diretta dal prof Alberto Malesci: “La scoperta ha dato un’ulteriore conferma del ruolo cruciale della TNF nelle malattie intestinali come malattia di Crohn e colite ulcerosa. La molecola TNF è infatti una citochina infiammatoria, che costituisce la ‘parola’ con cui il sistema immunitario comunica e che altera l’integrità della omeostasi intestinale”. Presente in concentrazioni molto basse nel nostro organismo, il TNF aumenta in corso di infiammazione, divenendone il motore. Bloccando il segnale di questa citochina si blocca anche l’infiammazione: “La scoperta del legame di NEMO con il TNF mostrano – aggiunge Danese – come ricerca e pratica clinica stiano andando nella giusta direzione per la cura delle malattie infiammatorie croniche intestinali. In particolare, l’utilizzo dei farmaci biologici di ultima generazione come anticorpi anti-TNF, che bloccano la citochina e di conseguenza l’infiammazione, sono una realta’ oggi nella pratica clinica della cura delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Con la scoperta dello ‘scudo’ NEMO, potrebbero aprirsi nuovi importanti scenari clinici, come la creazione di un farmaco che re-integri l’attività di questa proteina fondamentale”.

A cura della Redazione