Malattia di Crohn, le “bandiere rosse” per la diagnosi precoce

Lo studio pubblicato su Journal of Crohn and Colitis evidenzia i cinque segnali da non sottovalutare per la diagnosi precoce della malattia di Crohn. Sono le “bandiere rosse” individuate nell’ambito di un’iniziativa dell’Organizzazione internazionale per lo studio delle malattie infiammatorie intestinali. Capofila gli ospedali Humanitas e Humanitas Gavazzeni. Fistole o ascessi perianali ricorrenti, febbre, perdita di peso corporeo superiore al 5% del totale, dolore addominale cronico e familiarità: se una persona presenta almeno due di queste “bandiere”, è necessario che veda uno specialista per arrivare a una diagnosi specifica.

«L’obiettivo dell’iniziativa è arrivare a una diagnosi tempestiva della malattia di Crohn. Molto spesso la diagnosi arriva anche a distanza di anni, con inevitabili ricadute sulla salute del paziente. Così sarà possibile differenziare con più precisione i pazienti con questa patologia da quelli con la sindrome dell’intestino irritabile». Così il professor Silvio Danese, responsabile del Centro Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali di Humanitas e medico specialista dell’Unità operativa di Malattie infiammatorie croniche intestinali di Humanitas Gavazzeni.

La malattia di Crohn è una malattia infiammatoria cronica intestinale difficile da diagnosticare

«Non esiste un test specifico per la diagnosi. Quando un paziente si rivolge a un medico di medicina generale senza sintomi evidenti – prosegue lo specialista – spesso questo cerca di rassicurarlo dicendo che soffre di sindrome dell’intestino irritabile, una patologia benigna che ha una prognosi favorevole».

«La malattia di Crohn, invece, viene diagnosticata almeno in un quarto dei pazienti con un ritardo di due, se non tre anni. Il paziente arriva dallo specialista con danni irreversibili, le terapie sono inefficaci e quindi diventano necessari uno o più interventi chirurgici», spiega il professor Danese.

L’iniziativa dell’organizzazione internazionale nasce proprio per migliorare la diagnosi della malattia: «Dopo aver definito queste “bandiere rosse” si è passati a uno step successivo. Si stanno coinvolgendo 200 medici di medicina generale in Lombardia per validare ulteriormente il test delle “bandiere”. Ai pazienti con sintomi sospetti si sottoporrà un questionario: se il paziente presenterà almeno tre di queste “bandiere rosse”, allora sarà inviato a uno dei due ospedali Humanitas per degli esami di approfondimento, ed eventualmente fino agli esami usati per la diagnosi nel caso di sospetto, come una colonscopia, un esame radiologico e un esame del sangue».

«Se l’iniziativa avrà esito positivo – conclude il professor Danese – si potranno tagliare traguardi importanti per la diagnosi precoce della malattia di Crohn».

 

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