Scompenso cardiaco, dopo un infarto come contenere il rischio?

L’esito di un infarto è un danno a carico dei tessuti del miocardio, il muscolo del cuore. All’entità di questo danno è associato il rischio di sviluppare lo scompenso cardiaco: «Non tutti gli individui che sono stati colpiti da un infarto rischiano lo scompenso. Chi avrà subito un infarto più esteso sarà esposto a un rischio maggiore», spiega la dottoressa Maddalena Lettino del Dipartimento Cardiovascolare di Humanitas. Cosa si fa per ridurre le probabilità di sviluppare scompenso?

Il cuore dopo un infarto              

Lo scompenso o insufficienza cardiaca è una sindrome caratterizzata dall’incapacità del cuore di svolgere in maniera efficiente la sua funzione di pompa. La parte di tessuto cardiaco non colpita da ischemia, che ha continuato a ricevere sangue e ossigeno attraverso le coronarie, cercherà di supplire al tessuto che invece è stato interessato dall’infarto. Un cuore indebolito da un infarto, pertanto, può vedere compromessa la sua funzione di pompa se il danno subito è rilevante.

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Le condizioni di salute del cuore vengono valutate da un esame strumentale grazie al quale si misura la frazione di eiezione, ovvero la percentuale di sangue pompato dal ventricolo sinistro: «La frazione di eiezione, rilevabile con un ecocardiogramma, è una buona misura dell’estensione del danno subito a seguito di un infarto – spiega la dottoressa Lettino. Se questa percentuale è bassa, sotto il 35%-40%, allora il danno è molto significativo e il rischio di scompenso è più elevato».

Preservare la funzione di pompa

La prevenzione dello scompenso è parte integrante del trattamento dell’infarto: «Quando il danno è esteso viene definita una terapia farmacologica con cui ridurre le probabilità di scompenso cardiaco», ricorda la specialista. «Il paziente dovrà seguire regolarmente la terapia e aderire alle prescrizioni in maniera scrupolosa».

Accanto alla terapia farmacologica si affiancano le variazioni dello stile di vita che concorrono alla riduzione del rischio di scompenso: «Il controllo del peso corporeo, l’adesione a una dieta “amica del cuore”, la riduzione dei livelli di colesterolo, l’attività fisica, lo stop al fumo di sigaretta sono tutte azioni utili per proteggere la salute del cuore. In questo modo il paziente ridurrà il rischio di scompenso anche perché cercherà di scongiurare un nuovo episodio ischemico. Un secondo infarto non farebbe altro che estendere il danno ai tessuti del miocardio e rendere così lo scompenso più probabile», conclude la specialista.

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