Tumore pancreas, il diabete improvviso fra i segnali d’allarme

Novembre si colora di viola, il colore simbolo delle campagne di prevenzione del tumore del pancreas. Il 16 novembre, infatti, ricorre la Giornata mondiale del tumore al pancreas, un’occasione in più per alzare il livello di consapevolezza su questa neoplasia. Fare prevenzione significa essere più consapevoli dei fattori di rischio e dei possibili campanelli d’allarme di «un tumore subdolo nelle sue manifestazioni», ricorda il professor Alessandro Zerbi, Responsabile della Chirurgia del pancreas di Humanitas e docente di Humanitas University.

La diagnosi precoce

In occasione della campagna di sensibilizzazione di novembre Pancreatic Cancer UK, un’organizzazione impegnata nella lotta al tumore al pancreas in Inghilterra e Galles, ha condotto un sondaggio su oltre 4000 adulti. È emerso che circa un terzo dei soggetti intervistati non darebbe sufficiente peso a quei sintomi come i dolori addominali o l’inspiegabile perdita di peso eventualmente associabili al tumore. Saper riconoscere e dare il giusto peso a tali segnali può portare a diagnosi e dunque a trattamenti precoci.

Spesso però il tumore al pancreas è diagnosticato in fase avanzata: «Il pancreas è un organo posto in profondità la cui alterazione funzionale riconducibile al tumore è tardiva», ricorda il professor Zerbi. «Ci vuole del tempo prima che il tumore pregiudichi la funzionalità dell’organo – continua – e che insorgano sintomi legati alla disfunzione d’organo».

(Per approfondire leggi qui: Tumore pancreas, l’acido acetilsalicilico abbassa il rischio?)

Più spesso i sintomi dipendono dal sito in cui origina il tumore, «associati al cosiddetto “effetto massa”, ovvero alla presenza della massa tumorale nell’organo. Se questa si forma vicino le vie biliari, il sintomo può essere precoce ed è l’ittero, una condizione che certamente non può essere sottovalutata. Altrove non ci sono strutture da comprimere e finché non sarà avvertito dolore da infiltrazione o compressione dei nervi i sintomi non ci saranno. Altre volte ci sono sintomi aspecifici, come vaghi dolori addominali o dorsali, attribuibili ad altre patologie, dalla gastrite ai calcoli biliari alla lombalgia».

Ecco i possibili segnali cui prestare ascolto: «In molti casi questi dolori saranno sintomi di altre patologie; ma quando gli accertamenti mirati dovessero dare risultato negativo allora sarebbe necessario approfondire il quadro clinico del paziente. Di fronte a disturbi non ben spiegati e con indagini dal risultato negativo è ragionevole pensare anche al tumore al pancreas», avverte il professor Zerbi. Un elemento che mai dovrà essere trascurato riguarda infine il metabolismo: «La comparsa improvvisa del diabete in un paziente che non era predisposto: non di rado può essere il primo sintomo di un tumore pancreatico».

La prevenzione

Il primo fattore di rischio modificabile è il fumo di sigaretta, anche quello passivo. I fumatori hanno infatti un rischio di tumore maggiore da due a tre volte rispetto ai non fumatori. Altri elementi di rischio con riferimento agli stili di vita sono l’obesità, la sedentarietà, l’alto consumo di grassi saturi e lo scarso apporto di frutta e verdura e il consumo di alcool. Anche una storia di diabete o di pancreatite cronica sono associate a un maggior rischio di tumore al pancreas mentre in circa il 10% delle diagnosi pesa la familiarità.

(Per approfondire leggi qui: Giornata mondiale del tumore al pancreas, rischi anche dal fumo passivo)