Cervello, sette passi per prevenire ictus e demenza vascolare

Dal benessere cardiovascolare alla salute del cervello fino alla prevenzione del declino cognitivo il passo è breve. Mantenere uno stile di vita sano e controllare i fattori di rischio di malattia cardiaca e infarto significa anche proteggere il cervello, ridurre il rischio di ictus ma non solo: significa anche ridurre le probabilità di andare incontro a declino cognitivo con l’avanzare dell’età. Bastano sette passi, dicono gli esperti dell’American Heart Association e dell’American Stroke Association. Ne parliamo con la dottoressa Simona Marcheselli, responsabile dell’Unità operativa di Neurologia d’urgenza e Stroke Unit dell’ospedale Humanitas.

Le azioni da compiere

Sulla rivista scientifica Stroke gli esperti hanno sottolineato come l’infarto e l’ictus condividono alcuni degli stessi fattori di rischio del declino cognitivo. Per mantenere una salute ottimale del cervello e dunque una buona funzione cerebrale con l’invecchiamento è bene seguire sette consigli. Questi sono stati mutuati dal programma Life’s Simple 7 promosso dall’American Heart Association per massimizzare il benessere cardiovascolare:

  • Controllare la pressione arteriosa mantenendola a livelli inferiori a 120/80 mm Hg;
  • Controllare i valori del colesterolo totale evitando di superare la soglia dei 200 mg/dL;
  • Controllare la glicemia a digiuno, con valori entro i 100 mg/dL;
  • Non fumare;
  • Seguire una dieta sana;
  • Perdere peso in eccesso e mantenere un Indice di massa corporea inferiore a 25 kg/m2;
  • Fare attività fisica secondo le raccomandazioni delle linee guida internazionali.

A questo va aggiunto anche il controllo di altri fattori di rischio «a cominciare dalla fibrillazione atriale che aumenta il rischio di ictus», aggiunge la dottoressa Marcheselli.

Protezione a 360 gradi

«Osservando queste sette raccomandazioni – aggiunge la specialista – si previene innanzitutto l’aterosclerosi, ovvero il processo degenerativo a carico dei vasi sanguigni. Con l’aterosclerosi si riduce il lume e dunque l’afflusso di sangue tanto al cuore quanto al cervello. È l’aterosclerosi che può causare attacchi ischemici transitori e ictus così come infarto del miocardio a seconda dei vasi sanguigni interessati dalla sclerotizzazione».

(Per approfondire leggi qui: Ictus, lo sai che sovrappeso e obesità sono fattori di rischio?)

Ma così si protegge la salute del cervello anche dal rischio di declino cognitivo perché si «previene, per quanto possibile, la demenza vascolare associata all’aterosclerosi. L’importante è garantire una buona ossigenazione a livello cerebrale preservando la funzione circolatoria», conclude la dottoressa Marcheselli.