Melanoma, attenzione non solo ai nei già presenti

La prevenzione del melanoma passa anche attraverso l’attento esame della propria pelle. Ma quando si osservano braccia, gambe e tronco, bisogna fare attenzione non solo alle condizioni dei nei già esistenti ma anche a nuovi segni che sono comparsi sulla superficie cutanea. È da questi segni che si sviluppa oltre il 70% dei melanomi, conclude una ricerca realizzata dall’Università di Modena e Reggio Emilia. Ne parliamo con il dottor Riccardo Borroni, dermatologo di Humanitas.

Gli autori dello studio pubblicato su Journal of the American Academy of Dermatology hanno passato in rassegna 38 studi che comprendevano più di 20 mila diagnosi di melanoma. Dall’analisi dei dati si è visto come meno di un terzo di questi tumori cutanei, il 29%, si era originato da un neo già presente. La maggioranza dei melanomi (71%) si manifestava invece con la comparsa di una nuova lesione pigmentata sulla pelle normale. Inoltre i ricercatori hanno visto che i melanomi originati da nevi preesistenti fossero più sottili degli altri, quindi con una prognosi più favorevole.

Osservare la propria pelle è un’accortezza molto importante per la prevenzione del melanoma. Così si può contribuire a fare diagnosi precoce di una forma di tumore che negli ultimi anni ha visto aumentare la sua incidenza e che trova nell’esposizione ai raggi ultravioletti senza adeguata protezione il suo principale fattore di rischio ambientale.

L’ispezione cutanea “fai da te”

«In una stanza ben illuminata, di fronte ad uno specchio a figura intera, tenendo un piccolo specchio a portata di mano», risponde il dottor Borroni. «È necessario osservare attentamente l’intera superficie corporea, dalla testa ai piedi – continua lo specialista – esaminando la schiena e le altre aree meno accessibili, come i cavi ascellari, il solco intergluteo, i genitali, gli spazi interdigitali e le unghie di mani e piedi. Per esaminare il cuoio capelluto si può ricorrere all’aiuto di un’altra persona, facendosi osservare mentre si scostano i capelli con un pettine o un asciugacapelli».

(Per approfondire leggi qui: Melanoma, anche l’alcol tra i fattori di rischio?)

«La visita dermatologica di prevenzione del melanoma è indicata in generale per tutti gli adulti e per i bambini dopo la pubertà, una volta all’anno. Con l’ausilio del dermatoscopio il dermatologo può da un lato riconoscere le caratteristiche “sospette” di un neo ancora prima che queste si rendano visibili ad occhio nudo, formulando la diagnosi di melanoma quando questo può essere guarito con una semplice asportazione chirurgica, e dall’altro evitare l’asportazione non necessaria di lesioni apparentemente allarmanti all’ispezione ad occhio nudo, ma che all’esame dermatoscopico si rivelano innocue. Sarà quindi il dermatologo a valutare, caso per caso, se sono necessari controlli più ravvicinati nel tempo oppure mirati su alcuni nei rispetto a tutti gli altri».

Scottature solari o molti nei: più cura per la pelle

L’attenzione va rivolta ad alcuni elementi: «Le caratteristiche riguardano sia la persona sia i singoli nei. Chi presenta una combinazione di carnagione chiara, capelli rossi o biondi, occhi azzurri o verdi e tendenza alle scottature solari deve prestare maggiore attenzione alla prevenzione del melanoma, così come chi presenta più di 50 nei, chi è andato incontro a scottature solari durante l’infanzia o chi ha parenti di primo grado che hanno avuto un melanoma», ricorda l’esperto.

ABCDEEE: cinque lettere da tenere a mente

«La regola mnemonica “ABCDEEE” permette di identificare una lesione pigmentata sospetta, che deve essere portata all’attenzione del dermatologo, senza attendere il controllo periodico. Questo acronimo riassume le caratteristiche di potenziale sospetto clinico:

Asimmetria: una linea immaginaria divide il neo in due metà che sono diverse per forma o per colore

Bordi irregolari, frastagliati, indentati

Colore: presenza di più di un colore (ad esempio marrone chiaro e marrone scuro, nero e marrone, rosa e marrone, grigio e marrone, etc.)

Diametro maggiore di 6 millimetri

Evoluzione nel tempo (settimane o mesi) di una o più caratteristiche

Elevazione, rispetto alla superficie cutanea, di una parte o di tutto il nevo

Emorragia spontanea, cioè sanguinamento che non sia provocato da un traumatismo involontario», conclude il dottor Borroni.

(Per approfondire leggi qui: Melanoma: i geni di capelli rossi e pelle chiara associati a maggior rischio)