Ictus, i benefici di una dieta scandinava ricca di pesce e cereali

Non solo una dieta di ispirazione mediterranea, ma anche una d’ispirazione scandinava potrebbe diminuire il rischio di insorgenza di ictus. Pesce, pane di segale, avena, cavoli sono i prodotti che caratterizzano l’alimentazione diffusa in Scandinavia e che potrebbero proteggere il sistema cardio-cerebrovascolare. A suggerirlo è una ricerca pubblicata di recente su Stroke e realizzata in Danimarca.

Il team di lavoro ha analizzato i dati relativi alle abitudini alimentari riferite da oltre 55mila danesi, uomini e donne, arruolati in un precedente studio. Gli individui sono stati seguiti in media per più di 13 anni nei quali sono stati registrati più di duemila e 200 casi di ictus, quasi tutti  ictus ischemici. La riduzione del rischio tra le persone che hanno seguito fedelmente la “nordic diet” era pari al 14% rispetto a chi rispettava questo regime alimentare in maniera più blanda.

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Una maggiore aderenza alla dieta di tipo nordico era associata a un minor rischio di insorgenza di ictus e anche di aterosclerosi delle grandi arterie. Non è emersa invece alcuna associazione rilevante con l’ictus emorragico. Un altro studio pubblicato sempre recentemente su European Journal of Clinical Nutrition aveva invece osservato i benefici della stessa dieta sul rischio di infarto: anche in questo caso l’associazione era positiva.

Nel valutare lo stile di vita alimentare dei partecipanti lo studio, sono state considerate sei categorie di alimenti:

  • pesce
  • mele e pere
  • ortaggi con radici come carote e sedano rapa
  • brassicacee come broccoli
  • cavoli e cavoletti di Bruxelles
  • pane di segale e avena.

Perché una dieta ricca di questi alimenti è benefica?

«Si tratta di prodotti ad alto contenuto di fibre e minerali che aiutano a regolare il profilo lipidico e il livello di pressione arteriosa. Inoltre vengono assunti pochissimi grassi saturi animali e molti grassi insaturi in particolare grazie al pesce. In questo modo – spiega la dottoressa Simona Marcheselli, responsabile di Neurologia d’Urgenza e Stroke Unit di Humanitas – si evitano alcuni fra i principali fattori di rischio dell’ictus: ipertensione, ipercolesterolemia e aterosclerosi».

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Il vantaggio nella prevenzione dell’ictus suggerito dalla ricerca riguarda l’ictus ischemico e non quello emorragico: «Questo perché le due forme di ictus contemplano fattori di rischio diversi. La sana alimentazione e un profilo lipidico nella norma sono maggiormente protettivi per l’ictus ischemico mentre presentare valori pressori adeguati è utile per scongiurare il rischio di entrambe le forme di ictus», conclude la specialista.