Prolasso genitale, rinforza il pavimento pelvico per evitarlo

Per prevenire il prolasso genitale è utile rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico, ovvero quei muscoli che chiudono verso il basso la cavità addominale partendo all’interno dei fianchi, in corrispondenza dell’osso pubico e della base della colonna vertebrale. Una recente ricerca pubblicata su Lancet ha confermato l’efficacia dell’esercizio fisico mirato contro il prolasso genitale.

Il prolasso degli organi pelvici è una ernia dell’apparato genitale caratterizzato dalla discesa dei tessuti di vagina o utero. È una condizione patologica associata a gravidanze e parti multipli o difficoltosi ma anche all’invecchiamento. I sintomi, tra cui l’incontinenza urinaria, riguardano, secondo alcune stime, anche fino al 30% delle donne dopo i 40 anni.

Meno sintomi di prolasso con l’attività fisica

Diversi ricercatori provenienti anche dalla University of Otago (Nuova Zelanda) hanno condotto uno studio su 412 donne di Regno Unito e Nuova Zelanda per valutare l’efficacia dell’esercizio fisico sullo sviluppo dei sintomi del prolasso genitale. Le donne, che manifestavano già dei primi segnali di prolasso, sono state divise in due gruppi: al primo è stato chiesto di partecipare a cinque lezioni individuali in cui avrebbero appreso le tecniche di esercizi per il pavimento pelvico, oltre a lezioni di pilates da fare anche a casa. Queste donne hanno ricevuto anche dei consigli personalizzati sullo stile di vita. Alle restanti donne sono stati impartiti invece solo questi consigli.

(Per approfondire leggi qui: Osteoporosi, incontinenza urinaria ko con l’esercizio fisico)

Nell’arco di due anni – è emerso dalla ricerca – le donne del primo gruppo hanno riferito una minore incidenza di sintomi di prolasso genitale: solo il 6% di loro ha dovuto ricorrere a qualche forma di trattamento (dalla chirurgia all’utilizzo dell’ovulo vaginale) rispetto a una percentuale maggiore nel secondo gruppo, pari al 14,4%.

Fino alla comparsa dei primi segnali di prolasso genitale è possibile dunque intervenire con la fisioterapia: «Le donne coinvolte nella ricerca in oggetto – spiega il dottor Diego Riva, ginecologo dell’ospedale Humanitas San Pio X – presentavano un prolasso di grado lieve-medio. In caso di maggiore severità del prolasso gli esercizi non sarebbero utili alla donna, mentre l’attività fisica è utilissima proprio in chiave preventiva, prima della comparsa dei sintomi iniziali».

Quando e come è possibile prevenire il prolasso genitale?

«Una donna che ha partorito può cominciare a fare degli esercizi per rinforzare il pavimento pelvico nelle prime settimane dopo il parto, compatibilmente con le sue condizioni di salute. Se una donna non ha avuto gravidanze può comunque cominciare ad allenare la muscolatura pelvica prima della menopausa. L’ideale sarebbe svolgere esercizi mirati, ma anche yoga e pilates possono aiutare. Meglio se la donna si fa guidare per 3-4 sedute da figure professionali, fisioterapisti od ostetrici, prima di praticare gli esercizi a domicilio», suggerisce lo specialista.

(Per approfondire leggi qui: Come “allenare” il pavimento pelvico)

La prevenzione del prolasso è un elemento di cui si tiene conto per la scelta del tipo di parto, se naturale o cesareo?

«Certamente una donna che, per esempio, abbia partorito due volte con taglio cesareo ha meno probabilità di sviluppare prolasso rispetto a chi l’abbia fatto naturalmente. In ogni caso la comunità scientifica è contraria alla scelta di ricorrere al cesareo per evitare il prolasso, sia perché si tratta comunque di un intervento chirurgico sia perché il prolasso è una condizione che potrebbe presentarsi a distanza di 30 anni dal parto. Infine perché il parto non è il solo fattore di rischio di prolasso genitale: sono rilevanti, ad esempio, la stessa gravidanza, il peso del bambino alla nascita e la durata del travaglio, ma anche altri elementi come l’assuefazione al fumo di sigaretta, la stipsi e una tosse cronica», conclude il dottor Riva.