Emorroidi: sovrappeso, abuso di alcol e poche fibre tra fattori di rischio

La malattia emorroidaria è la patologia del canale anale più comune. Per la prevenzione, ma anche per il trattamento della forma più lieve, è fondamentale seguire dei piccoli accorgimenti che riguardano le scelte alimentari e l’attività fisica. Su tutte, una dieta povera di fibre e la sedentarietà sono fattori di rischio più importanti.

«Le emorroidi sono costituite da una fitta rete di vasi sanguigni e sono poste nella parte terminale del canale anale, proprio come dei cuscinetti, responsabili dell’apporto vascolare e anche, in parte, della continenza», dice il professor Antonino Spinelli, responsabile della sezione autonoma di Chirurgia del colon e del retto di Humanitas e docente di Humanitas University, intervistato da Viversani e Belli. «Quasi sempre sono le emorroidi del plesso emorroidario interno più che di quello esterno a dare disturbi», aggiunge lo specialista.

I sintomi possono essere davvero fastidiosi e condizionare molto la qualità di vita del paziente. I più frequenti sono il bruciore, il dolore, l’irritazione, ma anche il sanguinamento e il prolasso.

Ecco alcuni consigli per prevenire la malattia emorroidaria:

  • È importante mantenere una buona regolarità intestinale grazie a un costante apporto di fibre, in particolare da frutta e verdura. Il transito delle feci dev’essere agevole: feci di consistenza aumentata possono richiedere infatti sforzi defecatori notoveli e ripetuti che favoriscono l’insorgenza della malattia emorroidaria;
  • Evitare l’abuso di alcol;
  • Smettere di fumare;
  • Praticare regolare attività fisica di tipo aerobico, a cominciare dalla semplice camminata a passo veloce: il sovrappeso è un fattore favorente;
  • Idratarsi adeguatamente, con 1,5-2 litri di acqua al giorno;
  • Non abusare di cibi piccanti e speziati, irritanti;
  • La stitichezza cronica è un fattore di rischio ma anche aggravante delle emorroidi.

Il trattamento è diverso a seconda della gravità delle emorroidi

Se ne classificano quattro gradi: «Per la malattia emorroidaria di I grado (con sintomi lievi, congestione emorroidaria e senza prolasso) – spiega il professore – in genere è sufficiente seguire alcuni accorgimenti: bere almeno 2 litri di acqua al giorno, seguire una dieta varia e ricca di frutta e verdura, svolgere attività fisica e prendere ciclicamente dei farmaci flebotonici per rafforzare le pareti vascolari del plesso emorroidario. Per quella di II grado (con sintomi di maggiore entità e prolasso riducibile spontaneamente) è invece necessario supportare la cura farmacologica con trattamenti ambulatoriali per migliorare i sintomi».

Nei casi di emorroidi di III e IV grado condizionanti gravemente la qualità di vita (caratterizzati rispettivamente da prolasso riducibile manualmente o non riducibile) esistono diverse opzioni chirurgiche tra cui la mucopessia, la de arterializzazione e l’emorroidectomia: «È molto importante sottoporsi a una visita colo proctologica accurata per scegliere l’intervento più appropriato in base al grado di malattia al fine di ottenere il risultato migliore e più duraturo», conclude il professor Spinelli.