Cuore, perdere i chili di troppo è il primo passo per difenderlo

istock-155156467

Negli ultimi giorni due note attrici di Hollywood, Debbie Reynolds e Carrie Fisher, mamma e figlia, sono morte a poche ore di distanza rispettivamente per ictus e per le conseguenze di un infarto. Le malattie cardiache sono la principale causa di morte in Italia e nel mondo ed eventi come questi richiamano l’importanza della prevenzione cardiovascolare. Negli ultimi anni l’incidenza di queste patologie nei due sessi ha conosciuto importanti cambiamenti, come ha spiegato a Cuore&Denari, su Radio 24, la dottoressa Maddalena Lettino, responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia dello Scompenso dell’ospedale Humanitas.

«L’epidemiologia ci dice che nelle donne tra 50 e 60 anni c’è un incremento del numero di infarti che sta uguagliando quello degli uomini sebbene, per pari età, gli uomini restino maggiormente colpiti. Inoltre, sempre in questa fascia di età, l’infarto è facilmente più fatale rispetto al sesso maschile. Nelle donne anziane, invece, rispetto ai coetanei maschi è maggiore la frequenza dell’ictus».

(Per approfondire leggi qui: “Infarto, arrabbiarsi può scatenarlo”, vero o falso?)

In che modo si può fare prevenzione cardiovascolare?

«Il primo passo fondamentale è la conoscenza, utile tanto per riconoscere le malattie cardiache quanto per mettere in atto le varie misure preventive. Non è così scontato infatti fare una diagnosi corretta al momento giusto di infarto ma anche di ictus – avverte la specialista. Da questo punto di vista le donne sono leggermente più svantaggiate rispetto agli uomini perché nel sesso femminile il dolore si manifesta meno frequentemente come il tipico dolore dietro lo sterno. I sintomi possono essere subdoli e quindi il dolore può rimanere misconosciuto per un tempo sufficientemente lungo perché l’infarto progredisca e dia i suoi esiti peggiori».

Quali sono i sintomi che le donne non devono sottovalutare?

«Una sensazione di malessere avvertito come interno, di tipo viscerale che riguarda il torace, magari accompagnato da una transitoria mancanza di respiro, da sudorazione fredda e inspiegabile; un tipo di dolore avvertito non solo nello sterno ma che si irradia alle spalle o presente solo nella parte posteriore del torace o solo alle braccia, ovvero dolori che vanno alla base del collo fino alla mandibola. Tutti sintomi che compaiono in modo inusuale, anche dopo una forte emozione, improvvisamente».

Nelle donne un momento chiave è l’ingresso in menopausa: «Dopo la menopausa viene a mancare la protezione ormonale e subentra l’importanza degli altri fattori di rischio cardiovascolare, a cominciare dall’incremento delle probabilità di sviluppare ipertensione e ipercolesterolemia. In altre parole le donne sono esposte agli stessi fattori di rischio degli uomini e sviluppano l’infarto tanto quanto loro».

Cuore a rischio con alti livelli pressione arteriosa

La prevenzione deve essere una costante nella vita di tutti a maggior ragione se si è già stati colpiti da un infarto: «Dopo una malattia coronarica acuta che continua a essere presente nei vasi e che potrebbe instabilizzarsi una seconda volta, è importante porre attenzione a una buona condizione di vita. Bisogna seguire uno stile di vita più attivo, con una dieta più sana, caratterizzato anche da maggiore rilassamento e meno stress».

(Per approfondire leggi qui: Ipertensione, la pressione alta si può ereditare?)

Chi è sovrappeso, sedentario e con una tendenza a sviluppare ipertensione, la campanella della prevenzione suona ancora più forte: «In primo luogo bisogna perdere peso. È necessario ridurre l’apporto di cibi ricchi di colesterolo e grassi animali ma anche l’introito calorico dei cereali privilegiando il consumo di frutta, verdura, pesce e fibre. Poi bisogna praticare regolarmente attività fisica: la soglia dei 30 minuti di camminata a passo veloce ogni giorno è alla portata di tutti. Così si contribuisce ad abbassare i livelli di colesterolo e i valori della pressione arteriosa, due parametri che andranno costantemente monitorati. Al primo rialzo bisognerà poi rivolgersi al medico per il trattamento più adeguato», consiglia la dottoressa Lettino.