Malattie reumatiche, ecco perché è importante mantenere un “peso forma”

Portrait of young healthy girl on home scales.

Nella gestione e, in qualche modo, nella prevenzione delle malattie reumatiche è fondamentale una corretta gestione del peso. Mantenere un peso corretto diventa un obiettivo fondamentale per ridurre lo stress a carico del sistema immunitario ed evitare di aggravare lo stato infiammatorio generale. Nel caso poi dell’infiammazione a carico delle articolazioni come nelle artriti, l’effetto positivo di un peso adeguato è completato anche dal minor carico sulle articolazioni stesse. La ricetta per un peso corporeo nella norma, o per provare a eliminare i chili in eccesso, è seguire una dieta salutare e svolgere regolare attività fisica.

Tra le malattie reumatiche più comuni c’è l’artrosi. Oltre al controllo del dolore e al miglioramento della funzione articolare, dice il National Institute of Arthitis and Muscoloskeletal and Skin Diseases americano, gli altri due obiettivi del trattamento della patologia sono proprio il raggiungimento di uno stile di vita salutare e il mantenimento di un peso corporeo nella norma.

(Per approfondire leggi qui: Artrite psoriasica, l’importanza dell’alimentazione)

Preservare la flessibilità e la mobilità articolare è importante anche nei pazienti con artrite reumatoide o artrite psoriasica. Questo si può ottenere con l’esercizio fisico, oltretutto importante per mantenere muscoli forti e in salute e proprio per il controllo del peso. «In termini generali, sono preferibili esercizi a basso impatto sulle articolazioni, come ad esempio il nuoto oppure discipline orientali come Tai Chi e Yoga», aggiunge il professor Carlo Selmi, responsabile di Reumatologia e immunologia clinica dell’ospedale Humanitas e docente all’Università di Milano.

E sul fronte dell’alimentazione?

Con l’eccezione di diversi tipi di olio, non ci sono evidenze scientifiche per cui un alimento o un determinato nutriente aiuti o danneggi le persone con artrite reumatoide. In ogni caso, una dieta equilibrata, con il giusto apporto di proteine e calcio, è consigliabile.

Lo stesso discorso vale per chi è colpito da fibromialgia. Sebbene alcuni pazienti riferiscano un certo benessere se mangiano o evitano alcuni alimenti, nessuna dieta specifica è stata riconosciuta come un fattore in grado di influenzare la fibromialgia. Naturalmente è importante seguire una dieta salutare ed equilibrata «e, anche in questo caso, un esercizio fisico regolare ma da iniziare con gradualità è indispensabile per un maggior controllo del dolore».

Il discorso cambia se si parla di gotta o, meglio, di iperuricemia

Mangiare troppi cibi ricchi di purine può causare o aggravare la gotta in alcuni individui: alici, asparagi, interiora, selvaggina, funghi, sardine, funghi, sgombro, animelle sono gli alimenti da non consumare abbondantemente. Infine è utile bere tanta acqua: i liquidi che non contengono alcol possono aiutare a rimuovere l’acido urico dal corpo. Anche in questo caso è importante mantenere un peso salutare.

(Per approfondire leggi qui: Gotta e acido urico, aumenta il rischio cardiovascolare)

Per chi deve perdere i chili in eccesso, dice l’istituto americano, è bene evitare diete a basso apporto di carboidrati spacciate come scorciatoie per perdere peso velocemente. Se l’apporto di carboidrati è insufficiente, il metabolismo dei grassi cambia. Alterandosi questo possono formarsi chetoni che si disperdono nel flusso sanguigno. Può così sorgere la chetosi, una condizione che può aumentare i livelli di acido urico.

 

Se vuoi saperne di più su dieta e malattie reumatiche non perdere l’appuntamento con “Spuntino con…”, la rubrica in diretta Facebook sulla pagina ufficiale di Marco Bianchi, divulgatore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi. Lunedì 12 dicembre alle 9,30 Marco ospiterà proprio il professor Selmi che risponderà alle domande rivolte in diretta e a quelle giunte all’indirizzo di posta elettronica redazione@humanitasalute.it. Se hai qualcosa da chiedere, invia la tua domanda!