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Bellezza

14 Gennaio 2003

Ma quanti funghi sulla pelle!

Si chiamano micosi cutanee e sono verei e propri funghi della pelle, del cuoio capelluto e delle unghie. Alcune molto diffuse, altre più rare. Il denominatore comune? L’umidità che ne favorisce la prolificazione. Il parere del prof. Marcello Monti

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Una piccola macchia rossa, magari un po’ di prurito e la pelle che appare macerata o squamosa. Capelli che cadono da piccole porzioni del cuoio capelluto e unghie che cambiano colore e consistenza. Questi i fenomeni che possono essere l’espressione di una micosi, cioè di un’infezione causata da funghi microscopici, i cosiddetti miceti. Tra quelli più pericolosi per la salute alcuni risiedono normalmente nell’organismo, altri vengono trasmessi e da uomini e da animali, altri ancora si trovano nel terreno. Se un gruppo di queste infezioni è in diminuzione, un altro è sempre più comune, opposte tendenze dovute a uno stesso motivo: le attuali norme igieniche. Come mai? Lo spiega il professor Marcello Monti, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia di Humanitas e docente di Dermatologia presso l’Università di Milano in questa prima parte del focus. Settimana prossima invece ci illustrerà le diagnosi, le cure e i consigli del dermatologo.

Quali sono i funghi che provocano infezioni?
“La gran parte delle micosi cutanee - esordisce il professor Monti - è causata da funghi che si sono specializzati nell’attaccare le cheratine, proteine dure che si trovano nello strato corneo della pelle, cioè quello più superficiale, nei capelli e nelle unghie. Per questa caratteristica sono detti cheratinofili o dermatofiti e sono oggi molto diffusi. Tuttavia non sono in grado di attecchire sulle mucose o altri organi nei quali non siano presenti cheratine. Un secondo tipo di infezioni è, invece, provocato da funghi appartenenti al gruppo dei lieviti.”

Quali sono le più diffuse?
“Le micosi più comuni causate dai dermatofiti – spiega il professor Monti - colpiscono le pieghe cutanee. Una tra le più diffuse è il cosiddetto piede d’atleta, un’affezione che si sviluppa tra le dita dei piedi. Viene chiamato così perché un tempo era più diffuso tra coloro che portavano abitualmente scarpe da ginnastica, mentre adesso si è esteso a gran parte della popolazione senza prediligere una categoria in particolare. È provocato da un fungo del genere Trichophyton, la cui crescita è favorita dalla nicchia anatomica in cui si localizza, cioè lo spazio interdigitale, e dalle abitudini di igiene quotidiana che portano a lavarsi i piedi di frequente tralasciando di asciugare per bene le pieghe tra un dito e l’altro. Sono abbastanza diffuse anche le micosi delle pieghe della zona inguinale e degli spazi interdigitali delle mani e, nella donna, quelle meno frequenti delle pieghe sottomammarie. Tutte queste forme sono in aumento: l’umidità pressoché costante di alcune aree del corpo costituisce la condizione favorente queste infezioni e, nel mondo occidentale, è sicuramente la causa della loro diffusione. Sembra un paradosso ma la maggiore igiene, cioè lavaggi troppo frequenti, determina una maggiore suscettibilità verso i funghi. Gli stessi funghi che colpiscono le dita dei piedi riescono ad attaccare le unghie (onicomicosi). Generalmente la prima a essere colpita è quella dell’alluce che appare alterata, corrosa e può provocare l’infiammazione del tessuto immediatamente circostante.”

E quali sono in diminuzione?
“Le tigne, ad esempio quella del capo o tinea capitis, che si manifesta solo nei bambini, e quella del corpo o tinea corporis – continua il professor Monti - sono causate da dermatofiti del genere Microsporum. Esse sono in diminuzione in tutto il mondo occidentale grazie al controllo sanitario che i veterinari esercitano sugli animali: infatti vengono trasmesse all’uomo dai cani, dai gatti, o da animali di taglia più grossa come, per esempio, i bovini. Il fatto che anche negli animali provochino malattie facilmente evidenziabili ne rende più facile la cura evitando che possano diffondersi eccessivamente. In diminuzione anche la tinea barbae che colpisce la zona di crescita della barba.”

I funghi di mare
“Un altro tipo di infezioni – spiega ancora il professor Monti - è provocato da funghi appartenenti al gruppo dei lieviti, tra cui i più diffusi sono la Candida albicans e il Pityrosporum, anch’essi favoriti nel loro sviluppo dall’eccesso di umidità. La candidosi è un’affezione tipica delle mani delle casalinghe, degli addetti alle pulizie o di chi impasta le farine che sono sempre umide. La candida può anche essere causa della cosiddetta dermatite da pannolino del neonato, attualmente in diminuzione. L’infezione da Pityrosporum è chiamata Pitiriasi Versicolor o, volgarmente, fungo di mare. Questa denominazione, alquanto impropria, è usata perché ci si rende conto dell’infezione quando la pelle si abbronza: con il sole, in realtà, le colonie fungine muoiono e mediante processi di desquamazione si staccano dalla pelle lasciando zone più chiare che contrastano con quelle circostanti più scure per effetto dell’abbronzatura. La PitiriasiVersicolor è molto diffusa nei giovani che abbiano la cute a tendenza seborroica. Colpisce la parte superiore del tronco, soprattutto la schiena, ma anche il torace e le spalle. Le colonie possono avere un colore simile a quello della pelle, oppure assumere sfumature più rosate o più scure. La diffusione del fungo è favorita dalla sudorazione e dall’uso di indumenti sintetici, ad esempio in palestra, nonché dallo sfregamento che essi esercitano sulla pelle. A differenza delle altre micosi, questa infezione non è contagiosa perché il fungo vive su tutti noi, nei follicoli piliferi. In alcuni individui, per caratteristiche peculiari della pelle e in condizioni particolari, va a colonizzare la superficie.”

A cura di Giorgia Diana

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