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Ictus, un numero verde per le famiglie

Dall’ictus si può guarire? Dopo questa malattia si può tornare a guidare? Si ha sempre diritto all’accompagnamento? Ed è necessario sottoporsi a controlli medici periodici? Qual è la probabilità di avere un secondo ictus? Esistono strutture che offrono sostegno psicologico e servizi di assistenza a pazienti e familiari? Quali sono i Centri di Riabilitazione a cui ci si può rivolgere? Per avere risposta a queste ed altre domande è nato il numero verde 800.27.16.01 dedicato ai pazienti e ai loro familiari e attivo lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 12.00. Un servizio che rientra nell’ambito di un più ampio programma di sostegno, basato su una formazione specifica e su gruppi di mutuo-auto aiuto, messo a punto dalla Fondazione Humanitas e rivolto a chi è colpito da ictus e a tutti coloro che se ne prendono cura.

Con 180 mila casi ogni anno in Italia l’ictus cerebrale rappresenta la prima causa di disabilità e la seconda di morte. Ma è anche una patologia in cui, negli ultimi anni, la medicina ha fatto passi da gigante. Nuovi farmaci e una sempre migliore organizzazione della rete di ospedali presenti sul territorio permettono di offrire risposte sempre più pronte ed efficaci, migliorando le possibilità di recupero dei pazienti. Ma questa malattia richiede uno sforzo in più. Curare non basta, è necessario anche prendersi cura di questi malati: circa il 30% di quanti sono stati colpiti da ictus necessitano di aiuto per lo svolgimento delle attività di vita quotidiana, mentre più del 70% richiede un’assistenza spesso continuativa.

La ricaduta pratica e psicologica sulle spalle non solo dei malati ma anche dei familiari e di quanti si prendono cura del paziente è dunque importante: ecco perché è fondamentale offrire loro un sostegno, che li aiuti a mantenere il proprio equilibrio psico-fisico in un momento così delicato. “L’ictus, e più in generale la malattia cronica, è la nuova sfida della realizzazione della mission della Fondazione Humanitas - spiega il segretario generale Giuliana Bossi Rocca -: salvaguardare la qualità della vita del malato e della sua famiglia. Informarsi, chiedere e accettare tutto quanto può essere utile, condividere con altri la propria esperienza, lasciarsi aiutare e prendersi cura di se stessi sono suggerimenti che possono facilitare una buona assistenza ad una persona affetta da ictus cerebrale. Per questo la Fondazione Humanitas, oltre al numero verde, propone un percorso per i malati e per i familiari, basato su una formazione specifica e su gruppi di mutuo-auto aiuto. Rispetto ai programmi di sostegno più tradizionali guidati da medici, psicologi e assistenti sociali, i gruppi di mutuo-auto aiuto permettono di creare fra i partecipanti una dimensione paritetica e di appartenenza, riconosciuta e accettata attraverso la reale condivisione di esperienze simili”.

Sabato 23 febbraio 2008 dalle ore 10.00 alle ore 13.00 presso l’auditorium dell’Istituto Clinico Humanitas è in programma un incontro di presentazione del programma di sostegno psicologico-sociale e di formazione dedicato ai pazienti colpiti da ictus e a chi sta loro vicino.


A cura della Redazione
 

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