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Come difendersi dal raffreddore

Un appuntamento con la stagione invernale, assolutamente indesiderato, ma che ogni anno colpisce oltre 22 milioni di italiani. E’ il raffreddore. Non un disturbo, ma una vera infezione delle vie aeree che provoca malessere generale, mancanza di concentrazione, affaticabilità, difficoltà a dormire e mal di testa. In alcuni casi, però, può portare a complicanze di un certo rilievo in persone già predisposte. Le attuali cure, fra l’altro, agiscono contro i sintomi e non contro la causa, per questo la prevenzione è l’arma più efficace. Poniamo allora al dott. Michele Ciccarelli, Responsabile di Pneumologia e Allergologia di Humanitas, le domande più comuni relative a questo argomento.

Come si prende il raffreddore?
“I virus responsabili del raffreddore (in particolare i Rhinovirus) si diffondono da una persona all’altra attraverso le goccioline di saliva (chiamate goccioline di Flugge). Oppure, anche se in modo meno frequente, attraverso contatto diretto tra le mani o su oggetti che si toccano quotidianamente. Una volta che il virus si è insediato nella mucosa nasale, la risposta infiammatoria che ne consegue, nel tentativo di combattere l’infezione virale, si rende responsabile di quei fenomeni come aumento della secrezione nasale e ostruzione che, però, provocano fastidi”.

Si può contrastare subito?
“Ultimamente sono stati messi in commercio degli spray nasali che, se utilizzati ai primi segnali dell’infezione (entro 24-48 ore), ne prevengono lo sviluppo. Se utilizzati più avanti, invece, ne riducono i sintomi e la durata. Questi spray agiscono sulla causa, cioè sul virus, e non sui sintomi, integrando le difese naturali dell’organismo formando una barriera di protezione e inattivando il virus. Il principio su cui si basano non è farmacologico, ma meccanico”.

Quali farmaci alleviano i sintomi?
“I farmaci in commercio che alleviano i sintomi del raffreddore, ma non agiscono sulla causa che lo provoca, sono gli antinfiammatori come quelli a base di acido acetilsalicilico o di paracetamolo, gli antistaminici e i decongestionanti, che riducono l’infiammazione e l’edema delle mucose e, quindi, i sintomi. Questi farmaci, però, non agendo sulla causa non debellano il virus, che quindi fa il suo decorso, generalmente di 5 giorni”.

Sono utili gli antibiotici?
“Gli antibiotici non devono essere presi per combattere il raffreddore perché non sono utili a debellare il virus, mentre devono essere utilizzati solo se insorgono co-infezioni di tipo batterico che si sovrappongono a quella virale come le otiti o bronchiti batteriche. E’ comunque il medico che deve consigliare una loro assunzione”.

E se non passa?
“Se dopo i classici 5 giorni di decorso del raffreddore questo è ancora presente e non accenna a scomparire, oppure passa ma continua a ripetersi, è opportuno avvisare il medico perché potrebbe trattarsi di forme allergiche, come per esempio il ‘raffreddore da fieno’ o i raffreddori scatenati da stimoli irritativi come il fumo e quant’altro”.

Può darci qualche consiglio su come prevenire il raffreddore?
“Ecco alcune misure comportamentali che possono prevenire l’insorgenza del raffreddore:
- evitare per quanto possibile i luoghi affollati e chiusi perché facilitano la diffusione del virus
- evitare lo stress perché chi è stanco o stressato si ammala più facilmente
- il fumo di sigaretta indebolisce le difese dell’organismo e, quindi, va abolito
- umidificare la stanza dove si soggiorna o si dorme con una vaschetta d’acqua. La temperatura ideale è tra i 20 e i 22°C (gradi centigradi). L’aria deve essere cambiata ogni giorno aprendo le finestre.
Se, comunque, il raffreddore si è già fatto vivo, ecco alcuni consigli comportamentali:
- bere più del solito per reintegrare le perdite di liquidi che si hanno attraverso il sudore e la secrezione nasale
- mangiare cibi leggeri come semolino, carne bianca ai ferri, verdura cotta e frutta cotta
Frutta e verdura devono essere consumate a volontà, perché ricche di elementi importanti per la salute dell’organismo. Anche lo yogurt e i fermenti lattici possono essere consumati liberamente, perché rinforzano le difese naturali dell’organismo”.

A cura di Lucrezia Zaccaria
 

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