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Gennari: tumore al seno, si guarisce sempre di più

Il programma di screening per il tumore al seno ha dato buoni risultati negli ultimi anni. Sempre più donne partecipano ai controlli gratuiti promossi dalle Asl. “Ma, se consideriamo il fatto che con una diagnosi precoce si aumentano esponenzialmente le possibilità di una completa guarigione, ci rendiamo conto che l’adesione delle donne dovrebbe crescere ancora”, spiega il prof. Leandro Gennari, Senior Consultant in Chirurgia Generale ad orientamento oncologico presso Humanitas.

Professore, ci illustri questo programma di screening.
“Il piano sanitario nazionale, e quindi le Regioni e le Asl, promuove da qualche anno un programma di screening per la diagnosi precoce e la prevenzione del tumore al seno. La scelta non è casuale, perché si tratta (insieme al cancro del colon retto) di uno dei carcinomi che causano più vittime.
L’obiettivo è quello di diagnosticare la presenza di neoplasie prima che queste raggiungano una fase avanzata e quindi acquistino rilevanza clinica. Humanitas ha aderito al programma di screening della mammella proposto dall’Asl Milano 2”.

Quali sono i risultati raggiunti con queste iniziative?
“L’esperienza mondiale ha dimostrato che grazie allo screening sono stati diagnosticati nella stragrande maggioranza dei casi tumori in fase iniziale.
La nostra esperienza conferma tali dati. I numeri del 2006 non sono ancora disponibili, ma per quanto riguarda il 2005 abbiamo registrato un forte sforzo sia economico sia organizzativo e una risposta da parte del pubblico di oltre il 45 per cento. Sul totale delle donne visitate, è stata riscontrata la presenza di un tumore in 7,1 casi su mille alla prima analisi e in 4,2 casi nei controlli successivi.
In Humanitas nel 2005 sono state visitate 10.092 donne, in 72 delle quali è stata diagnosticata una neoplasia. La diagnosi precoce ha permesso di procedere a un intervento chirurgico conservativo nel 90 per cento delle pazienti, con la conseguente possibilità molto elevata di una completa guarigione.
Ogni donna dovrebbe sentire il dovere, verso di sé e verso la propria famiglia e la società, di aderire a questa campagna di prevenzione, sostenuta tra l’altro anche dai medici di famiglia. Gli specialisti di Humanitas sono a disposizione anche quest’anno”.

La dott.ssa Arianna Rubino, è il chirurgo senologo referente del programma di screening in Humanitas. Mentre il dott. Paolo Malerba, dell’Unità Operativa di Ecografia, si occupa della parte radiologica.

Dott.ssa Rubino, come si svolge il programma di screening?
“Il programma consiste in una mammografia, eseguita gratuitamente e secondo un canale di prenotazioni ‘preferenziale’, da ripetere, in caso di esito negativo, ogni due anni. Se invece con la mammografia nascono dei dubbi sulla presenza di neoplasie, si passa allo screening di secondo livello, che prevede ulteriori esami: un’altra mammografia, più mirata, oppure una ecografia. Nel caso si rendesse necessaria una terza fase, si passa a una biopsia e a un eventuale intervento chirurgico. Va precisato che quest’ultima fase esula dal programma di screening”.

Qual è l’età giusta per sottoporsi ai primi controlli?
“La Regione Lombardia ha previsto un abbassamento a 45 anni dell’età per lo screening di prevenzione del tumore al seno. Per ora il programma coinvolge le donne tra i 49 e i 69 anni.
L’età di insorgenza di questa patologia si è in generale abbassata negli ultimi anni. Il mio consiglio, al di là delle iniziative ‘istituzionali’, è quello di fare una prima visita dal senologo già in giovane età, anche a vent’anni. In questo modo le ragazze imparano a conoscere il proprio seno e a eseguire l’autopalpazione.
Per quanto riguarda i controlli successivi, occorre distinguere tra due categorie di donne. Per quelle ritenute a rischio, cioè che hanno avuto in famiglia casi di carcinoma al seno oppure che hanno avuto dei noduli, anche benigni, è consigliabile farsi visitare una volta l’anno ed eseguire una ecografia secondo il giudizio del medico. Questo fino ai 35 anni. Per le donne che non rientrano in tale categoria invece è auspicabile la prima mammografia intorno ai 35-40 anni, da ripetere ogni 1-2 anni, sempre scondo le indicazioni dello specialista”.

Come procede l’iniziativa in Humanitas?
“Siamo molto soddisfatti dei risultati dello screening qui in Humanitas. Abbiamo avuto buoni riscontri, sia per quanto riguarda le adesioni, sia perché le pazienti decidono nella maggior parte dei casi di rivolgersi a noi anche per le cure successive e per l’eventuale intervento chirurgico”.

A cura della Redazione
 

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