Contrariamente a ciò che succede di solito, in città sono le donne e non gli uomini a correre un pericolo maggiore per quanto riguarda le malattie cardiovascolari.
Donne sull'orlo di una crisi di cuore. Ma solo se vivono in città. Le donne metropolitane hanno, infatti, livelli di colesterolo alti e in continuo aumento. E questo le espone a un elevato rischio di incorrere in malattie cardiovascolari evidenziando, inoltre, una inversione di tendenza: non sono più i maschietti a correre un maggior pericolo. E' quanto sostiene uno studio curato dal dottor Akshay K Mehta, cardiologo interventista presso l'ospedale Nanavati di Mumbai che ha preso in considerazione le analisi di colesterolo totale, HDL (quello "buono"), LDL (quello "cattivo") e trigliceridi di un campione di oltre 46mila donne di età compresa tra i 25 e 45 anni riscontrando nel 33,05 per cento livelli di colesterolo alto. Il risultato è stato, poi, raffrontato con i dati raccolti da un analogo campione di oltre 47mila uomini in cui risultava un 36,84 per cento di maschi con livelli di colesterolo alto. Ma perché solo le donne che vivono in città? E' colpa dell'inquinamento o è proprio un modus vivendi scorretto? Entrambi rispondo gli esperti. Ne parliamo con Maddalena Lettino, responsabile dell'Unità Operativa di Cardiologia in Humanitas e Lidia Rota Vender, responsabile del Centro Trombosi di Humanitas e Presidente di ALT- Associazione per la lotta alla trombosi e alle malattie cardiovascolari.
Dottoressa Lettino, il colesterolo è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari?
"Si, è uno dei più importanti associato a aumento di peso, fumo e resistenza all'insulina, elementi tutti in aumento tra le donne cittadine".
Perché i fattori di rischio aumentano solo nelle donne "di città"?
"Generalmente la vita nelle metropoli è più stressante e dedicata al lavoro o ad altre attività che si svolgono di corsa, con orari difficili per riuscire a conciliare lavoro-scuola- famiglia. E' un modus vivendi. Questo significa che più difficilmente le donne possono concedersi una dieta equilibrata (preferendo pasti veloci e non proprio salutari). Le donne in città sono, inoltre, maggiormente fumatrici, escono spesso anche la sera e amano il rito dell'happy hour. Sono maggiormente esposte alla concretizzazione di più fattori di rischio rispetto a chi vive in campagna dove il livello di attenzione alla salute è più alto, forse anche per mancanza di ‘stimoli negativi' a partire dall'inquinamento, che aumenta la predisposizione alla malattia coronarica e la sua instabilizzazione. Ma il dito va puntato contro lo stile di vita in generale. Da qui si deve partire per prevenire".
A parte andare a viver in campagna, cosa consiglia per prevenire?
"Controlli costanti della pressione, abolire il fumo, svolgere attività fisica e seguire una alimentazione sana. Sembrano consigli banali, ma sono preziosi per prevenire le malattie cardiovascolari. In particolare, alle donne cittadine consiglio di evitare l'assunzione di calorie in eccesso nelle ore pomeridiane e serali privilegiando la corsa nei parchi o nelle zone verdi della città evitando le strade trafficate dove si respira lo smog (e, comunque, l'attività fisica in generale)".
Dottoressa Rota Vender, è colpa dell'inquinamento?
"Si, anche. Si instaura una relazione pericolosa tra smog e menopausa o pillola contraccettiva che, insieme, aumentano il rischio di trombosi. Le polveri sottili peggiorano la capacità di respirare, ma, a causa delle loro ridotte dimensioni (10mila volte più piccole di un millimetro), dagli alveoli polmonari riescono a raggiungere il sangue, che reagisce all'infiammazione addensandosi e coagulando in modo eccessivo. Se, poi, si è in menopausa, la pressione sanguigna può essere elevata, come accade spesso a donne che assumono la terapia ormonale, preziosa nel ridurre le vampate, ma che contribuisce ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari da trombosi. E la pillola anticoncezionale? Protegge da gravidanze indesiderate, ma aumenta il rischio di malattie da trombosi perchè gli ormoni dell'anticoncezionale provocano uno sbilanciamento nel sangue fra i fattori che lo mantengono liquido e i fattori che lo fanno coagulare, rendendolo più denso".
Ma il cuore delle donne non è protetto dagli ormoni?
"Sì, ma solo durante l'età fertile. E, comunque, non vuole dire che, per questo, si debba seguire uno stile di vita scorretto. Dopo la menopausa, poi, la protezione ormonale se ne va (con la riduzione degli estrogeni) e si fanno più aggressivi i nemici ben noti: colesterolo, trigliceridi, pressione del sangue elevata. Di colpo il cuore viene esposto a rischi cui non è abituato e che per questo hanno conseguenze peggiori rispetto all'uomo. Si aprono le porte a ipertensione, diabete e sindrome metabolica, nemici giurati della salute del cuore. Eppure le donne li sottovalutano sentendosi ‘esonerate', come dimostra anche questo studio, per cui si trascurano, fanno poca attività fisica, non controllano il livello di colesterolo nel sangue e della pressione sanguigna e fumano. Proprio riguardo a questo punto, il rischio cardiovascolare nel seguito della vita è più alto nelle donne che hanno cominciato a fumare prima dei 15 anni e, in più, le donne fumatrici sono maggiormente esposte alle malattie cardiovascolari da trombosi rispetto agli uomini fumatori, perché assorbono la nicotina più rapidamente, soprattutto quando prendono terapie ormonali (il fumo quadruplica il rischio nelle donne che assumono estroprogestinici: ma smettere di fumare dimezza immediatamente il rischio, come, peraltro, accade anche negli uomini che smettono di fumare). Tutti questi dati sono tanto più gravi se si pensa che le manifestazioni cliniche delle malattie cardiovascolari nelle donne, in particolare nel caso della cardiopatia ischemica, possono essere diverse (più sfumate) da quelle comunemente osservate negli uomini, rendendo più difficile e tardivo il loro riconoscimento".
Cosa fare?
"Sono importanti i controlli e la diagnosi precoce. Ma, soprattutto, la prevenzione, modificando lo stile di vita. Basti pensare alla Finlandia, da prendere come eccellente esempio, dove le malattie cardiovascolari si sono dimezzate in 10 anni proprio grazie a interventi radicali sullo stile di vita e sulle abitudini alimentari voluti non solo dai medici, ma anche dalle istituzioni e dalle associazioni che difendono la salute cardiovascolare".
A cura di Lucrezia Zaccaria





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