Affamare l’infiammazione per curare l’intestino

L’angiogenesi – cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni – è una componente delle malattie infiammatorie croniche intestinali: maggiore è il numero dei vasi, maggiore sarà la quantità di “cibo” fornita ai leucociti (i globuli bianchi) che sono la causa dell’infiammazione. Bloccare la nascita di nuovi vasi sanguigni – intuizione alla base dei celebri studi sull’angiogenesi in campo oncologico – significa bloccare l’infiammazione e curare patologie come la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa.
Questi i risultati di due ricerche pubblicate sulle riviste Gastroenterology e GUT e realizzate da un team di ricercatori dell’Unità Operativa di Gastroenterologia dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI) in collaborazione con il prof. Claudio Fiocchi della Cleveland Clinic. Proprio il prof. Fiocchi sarà in Humanitas giovedì 22 marzo, alle ore 12.30 per una Lecture sulle malattie infiammatorie croniche intestinali, ospite del prof. Alberto Malesci e del professor Silvio Danese, rispettivamente responsabile e medico-ricercatore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Istituto Clinico Humanitas.

Fino ad oggi l’angiogenesi è stata studiata come processo chiave per la lotta ai tumori (all’aumento dei vasi sanguigni corrisponde un aumento di sostanze nutritizie al cancro). Limitare o bloccare l’angiogenesi significa infatti bloccare il nutriente del tumore. Lo stesso principio è stato applicato per l’infiammazione alle articolazioni ed oggi si dimostra valido – come si spiega nelle due pubblicazioni italo-americane anche per l’infiammazione intestinale. La scoperta segna un importante passo avanti nella cura della malattia di Crohn e della rettocolite ulcerosa (IBD, inflamatory bowel disease), malattie che si manifestano in modo diverso da paziente a paziente a livello di sintomi, decorso clinico ed impatto sulla qualità della vita.

In particolare, il primo studio dal titolo “Angiogenesis as a novel component of inflammatory bowel disease pathogenesis”, pubblicato su Gastroenterology, ha identificato la formazione di nuovi vasi sanguigni (l’angiogenesi) come una nuova componente dell’infiammazione intestinale: “L’aumento dei vasi sanguigni nell’intestino – spiega il professor Silvio Danese – si è rivelata indispensabile per rendere disponibili un maggior numero di sostanze nutritizie ai leucociti (i globuli bianchi), ovvero i responsabili del danno infiammatorio”.
La seconda ricerca, dal titolo “Angiogenesis Blockade as a New Therapeutic Approach to Experimental Colitis” e pubblicata su GUT, riguarda un nuovo approccio terapeutico per curare l’infiammazione cronica intestinale: per la prima volta nel mondo, in casi di colite (presa come modello delle malattie infiammatorie croniche intestinali), è stato utilizzato con successo un farmaco anti-angiogenico. “È una novità importante – spiega Danese – perché si blocca il modo in cui i globuli bianchi ricevono i nutrienti: in questo caso si affama l’infiammazione”. Il prossimo step della ricerca sarà la sperimentazione sull’uomo.

A cura della Redazione