Danese: celiachia e test fai-da-te

Colpisce un italiano su 150 e provoca disturbi gastrointestinali. La celiachia è causata da una reazione immunitaria al glutine, presente nei derivati del grano. Ecco come si diagnostica.

La celiachia è una malattia immunomediata di natura genetica che si manifesta principalmente a livello gastrointestinale. È causata da una reazione immunitaria al glutine, che è un complesso proteico presente nei derivati di grano, segale e orzo. Ce lo spiega il professor Silvio Danese, medico ricercatore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva di Humanitas diretta dal prof. Alberto Malesci. “L’ingestione di tutti gli alimenti che contengono glutine, come pane, pasta ecc., porta alla produzione di una serie di auto-anticorpi, come gli anti-tranglutaminasi e gli anti-endomisio, che ‘aggrediscono’ la mucosa del piccolo intestino (cioè il tenue), determinando una reazione infiammatoria a livello dei villi, le strutture implicate nell’assorbimento dei cibi digeriti. L’atrofia villare porta clinicamente a una sindrome che si chiama malassorbimento”.

Quante sono le persone affette da celiachia?
“Si calcola che in Italia circa una persona su 150 ne sia affetta”.

In questi giorni è stato lanciato un test di diagnosi “domiciliare” della celiachia: servirà?
“Il test ha la capacità di individuare, con una goccia di sangue, la presenza di auto-anticorpi come gli anti-transglutaminasi che rappresentano uno dei marcatori immunologici della celiachia. Malgrado il test abbia una buona sensibilità, per dare un giudizio serviranno numerosi studi su ampia popolazione e un paragone coi controlli anticorpali routinariamente eseguiti in ospedale per far diagnosi di celiachia. Il test ha infatti bassa specificità, per cui può portare alla diagnosi di falsi positivi”.

Il test familiare sostituirà i mezzi classici di diagnosi di celiachia?
“Assolutamente no. L’esame sierologico di anti-tranglutaminasi o anti-endomisio, associato all’endoscopia con biopsie del piccolo intestino e alla valutazione istopatologica, restano gli esami chiave per fare la diagnosi di celiachia”.

A cura della Redazione