In amore vince la differenza d’età?

Amore ed età, è anche questione di genere? Se l’uomo “brizzolato” accanto a ragazze giovani in cerca di sicurezza e protezione rientra nell’ormai radicata “normalità”, non è così scontato nel caso della donna matura vicino al giovane ragazzo. La società è ancora legata a retaggi culturali e stereotipi di genere: la donna bisognosa di sicurezza e sostegno, l’uomo forte, vigoroso e protettivo. Si aggiunge anche l’aspetto legato alla “procreazione”: gli uomini possono procreare fino a tarda età con una partner giovane accanto, per la donna, invece, non è la stessa cosa.

Ma alla base di una coppia non dovrebbe esserci l’amore, la passione, una comunione d’intenti? Questo è possibile se i due partner hanno una grande differenza d’età? Ne parliamo con Pamela Franchi, Psicologa di Humanitas Mater Domini e Humanitas Medical Care (Arese).

Le questioni amorose hanno in sé il seme della “follia” e sono irripetibili, come ci racconta la letteratura: dalle vicissitudini interiori di Amleto, inconsciamente innamorato della madre, a Romeo e Giulietta, Paolo e Francesca… Due partner con una grande differenza d’età (15/20 anni), possono vivere maggiori incomprensioni nella vita quotidiana poiché mossi da esigenze diverse; è anche vero che le forti differenze possono aprire la strada a nuovi orizzonti.

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“Dal punto di vista sessuale, ad esempio, un partner più giovane può essere una sferzata energizzante; può aiutare la donna a riscoprire la propria femminilità, vivendo la situazione sessuale con maggiore spontaneità. Tutto però può funzionare se nella coppia prevale la progettualità. Se la ricerca di un partner più giovane è, invece, determinata da un’immaturità psicoaffettiva o da spinte meramente narcisistiche, dove il bel ragazzo (“Toy Boy”) non rappresenta altro che un nuovo accessorio da ostentare, la relazione è destinata a finire”, afferma la psicologa.

L’amore può beneficiare dalla differenza di età?

Le relazioni di coppia implicano un continuo impegno e scambio reciproco e non possono basarsi sul fenomeno della “fascinazione”, dove la spinta a desiderare l’altro è animata unicamente dal desiderio di essere riconosciuti e confermati. Queste spinte sono, infatti, assoggettabili ad un desiderio di tipo infantile, ad una personalità affettivamente immatura in cui non si è raggiunto un livello di sicurezza e stima di sé, lasciando all’altro partner il compito di colmare tale mancanza e di soddisfare unicamente le pulsioni.

Al contrario, la disparità è tutto in amore: ostacolo e motore che lo rende “folle”.

“Nell’amore l’amante cerca nell’amato l’oggetto della sua mancanza. L’amante cerca di trovare nell’altro la ragione, l’abbaglio, che ha generato il suo amore. D’altro canto, l’amato risponde perpetrando l’inganno, ignorando la causa dell’altrui desiderio e restituendo al partner la stessa paradossale domanda d’amore”, conclude la dottoressa Pamela Franchi.

(Per approfondire leggi qui: Siamo “programmati” per superare la fine di un amore)

“Amore è donare quello che non si ha a qualcuno che non lo vuole.” Ci dice il grande psicoanalista Jacques Lacan. Se la disparità è il motore del desiderio allora anche la differenza d’età può essere una spinta all’amore.