Lo yoga diventa patrimonio Unesco. Dalla gravidanza all’asma: perché farlo

Dall’India lo yoga è diventato patrimonio comune. Ora è arrivato anche il sigillo dell’Unesco: lo yoga è Patrimonio mondiale dell’umanità. La disciplina che punta all’armonia mente-corpo è stata inserita dall’agenzia delle Nazioni Unite nell’elenco dei beni immateriali da tutelare, come la Dieta mediterranea. La motivazione alla base del riconoscimento dell’Unesco è stata l’influenza che lo yoga ha esercitato in diversi aspetti della società indiana, dalla salute alla medicina, dall’educazione alle arti.

Pose, meditazione, controllo del respiro, ripetizione di parole e altre tecniche sono gli strumenti a disposizione dei praticanti lo yoga, tutti pensati per condurre gli individui verso l’armonia e la realizzazione di sé. Ma la disciplina è anche un prezioso complice del benessere generale. Vediamo alcuni dei benefici associati allo yoga.

1. Yoga per i malati oncologici

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Quando possibile, se non controindicato e dietro precise istruzioni dei medici, lo yoga potrebbe essere praticato anche dai pazienti colpiti da tumore nelle fasi finali del trattamento: «Le persone che affrontano una malattia importante spesso si trovano a fare i conti con i limiti che questa impone al loro organismo, sia in termini fisici (per esempio nel caso di una operazione chirurgica) e di possibilità oggettive, che in termini psicologici. Lo yoga, se ci si avvicina sotto la guida di una persona competente, aiuta molto nel conoscere o nel ritrovare i “limiti” del proprio corpo e ritornare in armonia con se stessi», spiega la dottoressa Stefania Spina, psicologa di Humanitas Cancer Center e appassionata praticante della disciplina.

«Inoltre lo yoga ha certamente un influsso positivo anche sulle componenti psicologiche della malattia e può davvero aiutare il paziente a ritrovare un nuovo equilibrio psicofisico che tenga conto delle conseguenze della malattia e dei trattamenti».