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Benessere

10 Maggio 2006

Ustioni: ecco come medicarle

Attenzione a non sottovalutare i danni che il contatto con fonti di calore, sostanze chimiche corrosive o con superfici ghiacciate può causare alle nostra pelle. Ecco cosa fare per rimediare subito alle ustioni.

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Un'ustione è una lesione della cute e in alcuni casi dei tessuti sottocutanei provocata dal calore. Può essere causata da un contatto diretto col fuoco, con liquidi bollenti, con sostanze chimiche ma anche da un'eccessiva esposizione al sole o dalla corrente elettrica. E’ frequentissima e nella maggior parte dei casi avviene in ambiente domestico.
“La gravità di un'ustione dipende sia dalla sua profondità sia dalla superficie corporea interessata - precisa il dott. Stefano Ottolini, specialista di Medicina d'Urgenza -: una scottatura superficiale ma molto estesa può essere pericolosa. Altrettanto pericolosa può essere un'ustione poco estesa ma molto profonda. Da non sottovalutare, poi, il fatto che le ustioni sono facilmente soggette alle infezioni.
Le scottature vengono dette di primo grado quando sono lievi e interessano solo lo strato più superficiale della cute, provocando la dilatazione dei capillari in superficie. L'unico sintomo evidente è un arrossamento (eritema) della zona ustionata: il paziente in genere lamenta forte dolore e bruciore. Solitamente queste scottature guariscono spontaneamente in 5-7 giorni, senza lasciare cicatrici.
Le ustioni di secondo grado interessano gli strati superficiali e profondi della cute e causano generalmente delle bolle (flittene) dovute alla fuoriuscita del plasma dai capillari cutanei coinvolti. Anche in questo caso il paziente lamenta dolore e bruciore intensi. Le lesioni più superficiali di norma guariscono in 10-15 giorni senza lasciare cicatrici, le scottature più profonde necessitano di più tempo e possono lasciare esiti cicatriziali.
L’ustione di terzo grado danneggia anche lo strato sottocutaneo, provocando la morte (necrosi) dei tessuti cutanei e la formazione di macchie nere e croste (escare). La cute appare di colore marrone, nero o bianco marmoreo, dura al tatto appare. Non vi è quasi mai dolore, in quanto le cellule nervose sono state distrutte. Queste scottature solitamente lasciano cicatrici evidenti.
Anche l'estensione dell’ustione è di notevole importanza per stabilirne la gravità. Se la superficie ustionata è inferiore al 20% nell'adulto e al 12-15% nei bambini si parla di scottature ‘localizzate’; se invece l'ustione ricopre una maggiore percentuale corporea si parla di ustioni diffuse, i cui effetti generali si ripercuotono in tutto l'organismo, compresi gli organi interni).
A prescindere invece dall’estensione, sono considerate ustioni "importanti" tutte le lesioni da caustici (sostanze chimiche) e da folgorazione (corrente elettrica).

 

 

COSA FARE

 

  • Mai sottovalutare un’ustione. In particolare se vi è un ritardo nella guarigione, se si ritiene che si stia sviluppando un’infezione, se si tratta di bambini piccoli, anziani o ammalati, consultare sempre un medico 
  • se la situazione si presentasse particolarmente grave, per prima cosa telefonare al 118
  • Rimuovere eventuali indumenti senza traumatizzare la zona lesionata 
  • Rimuovere anelli, braccialetti, collane... 
  • Fare impacchi di acqua fresca a 15° per 15 minuti. Attenzione: in alcuni casi di contatto con sostanze chimiche (ad es. calce secca), il contatto con l’acqua è assolutamente da evitare! 
  • Coprire la zona ustionata con biancheria di cotone ben pulita e bagnata (vedi sopra), senza comprimere 
  • Posizionare il soggetto ben disteso e coprirlo, per evitare il calo della temperatura corporea

 

 

COSA NON FARE

 

  • Non rimuovere gli abiti adesi (si rischia di staccare insieme agli abiti anche l'epidermide e aggravare la situazione) 
  • Non usare sulla zona ustionata creme, pomate, disinfettanti
  • Non usare sulla zona ustionata olio, ghiaccio, pomodori, dentifricio o altri rimedi casalinghi 
  • Non forare le bolle (a contatto con l'aria la parte lesa rischia di infettarsi) 
  • Non comprimere la zona lesionata 
  • Non fare bere l'infortunato

 



Di Cinzia Filoso*



* Questo articolo è stato realizzato nell’ambito del corso “Metodi e tecniche della comunicazione nell’area salute”, organizzato dall’Università di Milano - Facoltà di Farmacia.

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