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Benessere

15 Febbraio 2005

Occhi "sporchi" al mattino?

Un fenomeno da tenere sotto controllo, perché può essere sintomo di congiuntivite. I consigli del dott. Camesasca, oculista di Humanitas

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Se al risveglio ci si ritrova con gli occhi “appiccicati”, tanto da fare fatica ad aprirli, è necessario consultare l’oculista, perché durante la notte la normale secrezione lacrimale può lasciare al limite qualche crosticina. Gli occhi sporchi al mattino sono invece un fenomeno da tenere sotto controllo, in particolare nei bambini, perché possono rappresentare il sintomo di una congiuntivite in corso. Ne parliamo con il dott. Fabrizio Camesasca, specialista dell'Unità operativa di Oculistica di Humanitas diretta dal dott. Paolo Vinciguerra.

Meravigliose lacrime
“L’occhio - spiega il dott. Camesasca - possiede un impianto estremamente raffinato di produzione lacrimale, di distribuzione e di detersione delle lacrime sulla sua superficie. Ci sono ghiandole lacrimali e cellule specializzate che contribuiscono alla formazione delle lacrime. Queste hanno caratteristiche uniche: sono formate da uno strato di grasso superficiale, che impedisce l’evaporazione della ampia parte acquosa, liquida centrale, e da uno strato proteico di muco, cioè di sostanza adesiva che ne consente appunto l’adesione efficace alla superficie dell’occhio, alla cornea e alla congiuntiva”.

Se la secrezione lacrimale aumenta eccessivamente
In linea di massima, al risveglio gli occhi devono essere puliti o possono al massimo presentare qualche crosticina dovuta al seccarsi della secrezione lacrimale durante la notte. Se al contrario ci si sveglia al mattino con gli occhi “appiccicati”, tanto che si stenta ad aprirli, è necessario effettuare una visita oculistica, perché questo fenomeno può essere il sintomo di problemi di natura diversa, che necessitano di terapie adeguate.
“Diciamo innanzitutto - prosegue Camesasca - che il modo migliore per pulire un occhio appiccicato è utilizzare un batuffolo di cotone imbevuto di acqua tiepida. La visita oculistica identificherà poi l’irritazione che ha causato l’aumento della secrezione e quindi la formazione di croste durante la notte.
Questo fenomeno è il sintomo della presenza di una congiuntivite, quindi di una infezione su base batterica o virale oppure di una risposta allergica. La congiuntivite batterica classica presenta generalmente una secrezione di colore giallastro, mentre quella virale e quella allergica possono presentare una secrezione biancastra. La presenza di prurito è invece fortemente indicativa di una congiuntivite allergica. Una volta fatta la diagnosi, l’oculista prescriverà una terapia che necessiterà di qualche giorno per sortire i suoi effetti.
Particolare attenzione va posta nei confronti dei bambini, che più facilmente si portano le mani sporche agli occhi e possono sviluppare infezioni e con difficoltà esprimono dei sintomi di fastidio o di irritazione”.

A cura di Elena Villa

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